Premessa

L’indice da utilizzare nella classificazione dei corpi idrici superficiali per l'EQB pesci è l’Indice dello Stato Ecologico delle Comunità Ittiche, ISECI. Tale indice valuta composizione e abbondanza della fauna ittica.

Descrizione della comunità e del metodo

L’ISECI  (Zerunian et al. 2009) individua come condizione di riferimento, corrispondente allo stato ecologico elevato, una “comunità ittica attesa”. Tale comunità ittica deve essere costituta dalla contemporanea presenza di tutte le popolazioni attese, che devono essere in buone condizioni ecologiche, quindi ben strutturate in classi di età, capaci di riprodursi naturalmente e con buona o sufficiente consistenza demografica.

La normativa definisce tre “zone ittiche” dulcicole in cui è possibile suddividere i corsi d’acqua italiani: la Valle d’Aosta ricade interamente all’interno della Zona a Salmonidi, la cui composizione specifica è riportata nella tabella seguente.

Comunità ittiche attese

Salmo (trutta) trutta (ceppo mediterraneo) *
Salmo (trutta) marmoratus **
Thymallus thymallus *
Phoxinus phoxinus
Cottus gobio *

 Tabella 1. Comunità ittica attesa nella zona zoogeografica-ecologica fluviale "a salmonidi" in cui ricade anche la Valle d’Aosta

* Le popolazioni del ceppo mediterraneo di Salmo (trutta) trutta hanno naturalmente un areale molto frammentato. Per ogni regione deve essere stabilito meglio l'areale.

** In Piemonte, eccetto i tributari di destra del Po a valle del Tanaro e, nel bacino del Tanaro, a valle della confluenza con il torrente Rea

trota fario di ceppo mediterraneo

Figura 1. Ibrido di trota fario di ceppo atlantico X fario di ceppo mediterraneo (R.A.V.A. Direzione flora, fauna, caccia e pesca, foto E. Henchoz)

Si rimanda all'atlante fotografico dei fenotipi delle trote del reticolo della Valle d'Aosta sviluppato nell'ambito del progetto INTERREG "Individuazione, Salvaguardia e riabilitazione delle popolazioni di trote autoctone in Valle d'Aosta e in Alta Savoia" per una descrizione dei caratteri fenotipici distintivi dei principali pesci presenti sul territorio Regionale.

L’ISECI, di fatto, valuta lo stato dell’ittiofauna dando particolare importanza alla distribuzione zoogeografica delle specie ittiche autoctone, a tal fine si richiede alle Regioni di confrontare lo stato della comunità ittiofaunistica presente con quello della comunità attesa, definita sulla base della distribuzione zoogeografica e della corologia originaria delle diverse specie.

Le indagini condotte dalle Regioni e dalle Province autonome possono portare all’affinamento della comunità ittica attesa, mediante studi specifici e osservazioni ecologiche relative agli habitat effettivamente presenti nei corsi d’acqua e l’analisi storico-bibliografica della fauna ittica.

Le Regioni che, a seguito delle indagini sopraindicate, hanno realizzato l’affinamento delle comunità ittiche attese, devono trasmettere i risultati delle indagini effettuate e le relative informazioni, corredate dalla documentazione scientifica di supporto, al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. In Valle d’Aosta gli studi che permettono tale affinamento sono disponibili e di seguito elencati:

  • Carta ittica della Valle d'Aosta, fase 1 e 2 (Autori vari, 1993 e 1997)
  • Check list dell’ittiofauna della Valle d’Aosta. Estratta e modificata da: Check-list dei Vertebrati della Valle d'Aosta, M. Bocca, G. Maffei, A. Mammoliti Mochet, R. Sindaco, Rev. Valdôtaine Hist. Nat. 51, 1997
  • Individuazione, Salvaguardia e riabilitazione delle popolazioni di trote autoctone in Valle d'Aosta e in Alta Savoia - Relazione Finale, 2006
  • Report delle attività di sperimentazione condotta dalla società CVA S.p.A. a S.U., con sede a Châtillon, per l’adeguamento delle ventotto principali derivazioni del gruppo a quanto stabilito dal Piano regionale di tutela delle acque in merito alle portate di deflusso minimo vitale (dmv), 2012
  • Report delle attività di sperimentazione condotte da diverse società di produzione idroelettrica, per l’adeguamento dei propri impianti a quanto stabilito dal Piano regionale di tutela delle acque in merito alle portate di Deflusso Minimo Vitale (DMV), 2012
  • Base dati derivanti da Studi di Impatto Ambientale condotti per la valutazione di progetti interferenti con gli ecosistemi di acqua dolce, validati dall’esame delle strutture Regionale partecipanti al procedimento di valutazione
  • Base dati del Consorzio regionale per la tutela, l’incremento e l’esercizio della pesca in Valle d’Aosta

Difficoltà applicative in Valle d'Aosta

Dalla base dati risulta in maniera evidente che le acque della regione sono caratterizzate, nell’insieme, da una ridotta capacità ittiogenica naturale, a causa della presenza di importanti limitanti naturali, che limitano lo sviluppo della comunità ittica e, di conseguenza, condizionano l’applicabilità dell’ISECI. Tra i principali fattori limitanti si evidenziano in particolare i seguenti:
- presenza di pendenze medie elevate;
- elevato carico solido, soprattutto nei corpi idrici glaciali;
- temperatura media dell’acqua estremamente ridotta;
- substrati litoidi diffusi e dominanti;
- grande variabilità naturale delle portate, sia su base giornaliera sia stagionale;
- alvei mediamente molto incassati, poco esposti alla radiazione solare e quindi naturalmente poco produttivi;
- presenza di salti naturali invalicabili dall’ittiofauna, dovuti alla forte energia di rilievo.

In molti corpi idrici, le suddette limitanti naturali condizionano fortemente composizione, abbondanza e struttura delle popolazioni ittiche, impedendo di raggiungere i valori attesi per attribuire lo stato di qualità elevato, anche in assenza di qualsiasi impatto antropico.

Inoltre questi elementi di pressione naturale, non rientrando nella categoria degli “impatti antropici sugli elementi di qualità fisico-chimica e idromorfologica” non possono essere considerati ai fini dell’attribuzione dello stato buono dell’indice ISECI (Tabella A.2.1. Definizioni dello stato ecologico elevato, buono e sufficiente dei fiumi, DM 260/2010).

Elemento Stato elevato Stato buono Stato sufficiente
Fauna ittica

Composizione e abbondanza delle specie che corrispondono totalmente o quasi alle condizioni inalterate.
Presenza di tutte le specie sensibili alle alterazioni tipiche specifiche.
Strutture di età delle comunità ittiche che presentano segni minimi di alterazioni antropiche e non indicano l’incapacità a riprodursi o a svilupparsi di specie particolari

Lievi variazioni della composizione e dell’abbondanza delle specie rispetto alle comunità tipiche specifiche, attribuibili agli impatti antropici sugli elementi di qualità fisico-chimica e idromorfologica.
Strutture di età delle comunità ittiche che presentano segni di alterazioni attribuibili a impatti antropici sugli elementi di qualità fisico-chimica o idro-morfologica e, in alcuni casi, indicano l’incapacità a riprodursi o a svilupparsi di una specie particolare che può condurre alla scomparsa di alcune classi di età

Composizione e abbondanza delle specie che si discostano moderatamente dalle comunità tipiche specifiche a causa di impatti antropici sugli elementi di qualità chimico-fisica o idromorfologica.
Struttura di età delle comunità ittiche che presenta segni rilevanti di alterazioni antropiche che provocano l’assenza o la presenza molto limitata di una percentuale moderata delle specie tipiche specifiche

 Tabella 2: Definizione dell’elemento di qualità biologica (EQB) "Fauna ittica" secondo la tabella A.2.1. Definizioni dello stato ecologico elevato, buono e sufficiente dei fiumi, DM 260/2010.

Inoltre la presenza naturale di discontinuità longitudinali insormontabili da parte dell’ittiofauna condizionano drasticamente la mobilità e la diffusione naturale delle popolazioni ittiche, la cui distribuzione originaria risulta limitata a un areale estremamente ridotto.

salto naturale insormontabile

Figura 2. Salto naturale insormontabile per l'ittiofauna

Ne deriva che la possibilità di colonizzare naturalmente i corpi idrici da parte dell’ittiofauna risulta limitata al fondovalle della Dora Baltea e ai tratti iniziali degli affluenti principali. Una cartografia dettagliata di tale zona può essere realizzata mediante analisi delle discontinuità naturali coincidenti con le soglie glaciali invalicabili dei principali affluenti della Dora Baltea nel territorio regionale.

carta ittica

Figura 3. Carta Ittica della Regione Valle d’Aosta – 1a fase: suddivisione in aree omogenee per la fauna ittica. La zona di fondovalle coincide indicativamente con i settori con presenza di discontinuità naturali insormontabili dai pesci per il fiume Dora Baltea (RAVA, 1992)

Alle limitanti naturali si aggiunge la presenza di limitanti artificiali, quali opere trasversali, difese spondali, captazioni idriche, disalvei e frequenti lavori in alveo, che limitano ulteriormente l’instaurarsi di comunità ittiche ben strutturate nei corpi idrici regionali. Questi elementi sono di fatto definibili come “impatti antropici sugli elementi di qualità fisico-chimica e idromorfologica”, ma il loro effetto sullo stato della comunità ittica si combina con limitanti e discontinuità naturali in modo non discriminabile tramite l’applicazione dell’ISECI.

salto artificiale insormontabile

Figura 4. Salto artificiale insormontabile per l'ittiofauna

Infine un ulteriore elemento di pressione è costituito dalla quota di immissioni di ittiofauna effettuate esclusivamente per sostenere le attività di pesca sportiva e di pesca turismo nel reticolo regionale, naturalmente poco produttivo. Nel corso degli anni il Consorzio regionale pesca ha infatti effettuato massicci ripopolamenti, per i quali si sono tuttavia utilizzate specie e tecniche produttive che hanno privilegiato le esigenze di allevamento, anche a causa degli elevati costi richiesti dalla diversificazione della politica gestionale.

Attualmente la situazione dei popolamenti ittici in Valle d’Aosta appare pertanto fortemente alterata e nel complesso poco articolata, rispetto a quanto ci si potrebbe attendere sulla base della complessità del contesto idrogeografico: le popolazioni ittiche attualmente presenti risultano essere molto omogenee, in particolare a causa della grande diffusione della trota fario di ceppo atlantico (semi specie aliena). Infatti la quasi totalità delle popolazioni ittiche indagate nell’ambito degli studi pregressi, dei monitoraggi periodici del Consorzio Pesca regionale o di altre attività di sperimentazione in corso, deriva da stock ittici prodotti presso lo Stabilimento Ittico regionale di Morgex – La Salle e immessi nelle acque valdostane.

immissione

Figura 5. Immissione di trotelle per la pesca sportiva

Le manovre alieutiche hanno effetti sui diversi sub-indicatori dell’ISECI, in particolare:

  • Presenza di specie indigene (ISECI - indicatore f1)
  • Ibridazione (ISECI - indicatore f3)
  • Specie di maggior importanza ecologico funzionale (ISECI - indicatore f11)

Di fatto, la gestione alieutica sin qui condotta ha impattato significativamente su composizione e abbondanza delle “specie rispetto alle comunità tipiche specifiche” ma tale alterazione non è distinguibile dagli “impatti antropici sugli elementi di qualità fisico-chimica e idromorfologica”.

In definitiva, la sommatoria degli effetti delle limitanti naturali e degli impatti antropici sugli elementi di qualità fisico-chimica e idromorfologica e delle immissioni a esclusivo sostegno della pesca, alterano le condizioni di composizione e abbondanza delle specie ittiche ma, nella maggior parte del reticolo valdostano, rendono di fatto indistinguibili i singoli effetti sui popolamenti ittici.

Di conseguenza, l’applicazione dell’indice ISECI risulta non significativa per valutare lo stato di qualità dei corpi idrici valdostani.

Misure di recupero e ittiofauna

Nell’ottica di individuare le future misure di recupero della qualità ambientale, la gestione diretta dei popolamenti ittici costituisce un elemento tramite cui è possibile ottenere risultati significativi e sostenibili.

In particolare, in alcuni corpi idrici la presenza di limitanti naturali e artificiali è attualmente ridotta (rispetto al resto del reticolo) e l’esito della delle misure di riqualificazione è potenzialmente maggiore. In tali tratti sono al momento presenti popolamenti ittici riconducibili alle specie autoctone attese, sebbene con distribuzione estremamente ristretta e localizzata. Inoltre, in una parte di questi torrenti, le immissioni sono state recentemente sospese nell’ambito di una sperimentazione di rilasci da prese idroelettriche.

I corpi idrici in cui i ripopolamenti sono attualmente sospesi sono:

- Ayasse (a valle della presa CVA, fino a loc. la Place)
- Chalamy (a valle della presa CVA)
- Crest
- Graines (a valle della presa CVA)

In un altro gruppo di corsi d’acqua laterali è inoltre in corso la ridefinizione della gestione alieutica da parte del Consorzio Regionale Pesca.

I corpi idrici in cui è in atto la ridefinizione della gestione alieutica sono:

- Arpy (tratto della piana)
- Ayasse (intero bacino)
- Buthier di Ollomont
- Bouroz / Larisey
- Chalamy (intero bacino)
- Chasten
- Clavalité (a monte del salto glaciale)
- Clusella
- Crest
- Dora di Valgrisenche (Planaval)
- Dora di Verney
- Evançon (a valle confluenza Messuere)
- Fer
- Giassit
- Graines
- Grand Alpe
- Grand Eyvia
- Lenteney
- Loditor - Petit Monde
- Loobach
- Lussert (a monte di Gimillan)
- Lys (a valle di zuino)
- Messuere (a monte del salto)
- Nantey (Comune Perloz)
- Pacoulla
- Planaval
- Roesaz
- Saint Marcel (a monte del salto glaciale)
- San Grato/ Valbona
- Theilly
- Tillac
- Torrente Castello di Quart
- Tourisson (a monte del salto)
- Urtier (a monte cascate)
- Valnontey
- Vertosan (a monte di Vedun)

Nei corpi idrici suddetti, una volta concordata e attuata una gestione alieutica conservativa, sarà significativo valutare composizione e abbondanza della fauna ittica come indicatore delle misure di riqualificazione e recupero della qualità dei corpi idrici.

Per approfondire

Per approfondimenti si rimanda al protocollo di campionamento ufficiale dell'ittiofauna pubblicato da ISPRA e alla pagina web dedicata all'ittiofauna del CISBA  (Centro Italiano Studi di Biologia Ambientale) da cui è possibile scaricare il metodo indicato dalla normativa per la classificazione: Indice dello Stato Ecologico delle Comunità Ittiche - ISECI (Zerunian et al., 2009).

 

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