Nel 1987, sotto la spinta degli eventi conseguenti l’incidente nucleare di Cernobyl, si dette il via alla costruzione di una rete nazionale di laboratori radiometrici, uno per ogni regione, specializzati nel monitoraggio della radioattività in ambiente, sia essa di origine naturale o conseguente a fatti e misfatti delle attività umane.

La rete dei cosiddetti CRR, i Centri di Riferimento Regionali per il controllo della radioattività ambientale, ha in un certo senso precorso i tempi, ed è servita come modello ispiratore per i diversi progetti e iniziative sviluppati negli anni successivi dal sistema delle Agenzie per condividere  linguaggi, metodi operativi e costruzione di informazione sui molteplici aspetti delle attività conoscitive dell’ambiente.

In Valle d’Aosta le funzioni di Centro di Riferimento Regionale per il controllo della radioattività ambientale sono svolte dall’Area operativa Radioattività ambientale dell’ARPA, con il suo laboratorio radiometrico.

 L’ARPA VdA tiene sotto controllo, attraverso appositi programmi di misure ambientali, i nodi chiave della presenza e diffusione di radionuclidi artificiali in ambiente: atmosfera, deposizioni al suolo (il cosiddetto fall-out), terreni, erba, muschi, corsi d’acqua, matrici alimentari a valenza ambientale come latte, miele, castagne di produzione locale. Le misure sono organizzate in modo da: 1) coprire l’intero territorio regionale, e, 2) ripetersi nel tempo con continuità a scadenze regolari, in modo da valutare la tendenza sui tempi medi e lunghi.

Solo in questo modo è possibile rilevare e segnalare, nel tempo più breve possibile, variazioni conseguenti ad eventi anomali, vicini o lontani. Anche se, in questo momento, i livelli di radioattività di origine artificiale in ambiente sono bassi, i fatti di Cernobyl e il recente evento di Fukushima ci hanno insegnato che il raggio di azione degli eventi di contaminazione radioattiva può riguardare interi emisferi, e che la valutazione degli impatti conseguenti non può essere improvvisata sul momento, sia per quanto riguarda le tecniche e le strategie di monitoraggio, che per quanto riguarda la conoscenza della situazione preesistente di riferimento.

Un altro importante campo d’azione dell’ARPA VdA in tema di radiometria ambientale sono le misure di radioattività naturale in ambienti interni di vita e di lavoro. L’attenzione principale in questo campo è rivolta al radon, gas radioattivo prodotto naturalmente dal radio, a sua volta discendente dall’uranio contenuto nelle rocce, nel terreno e nei materiali da costruzione. Il radon è responsabile di un contributo importantissimo alla dose di radiazione a cui sono soggetti gli organismi viventi. Si stima che, in media, circa la metà della dose di radiazione alla popolazione sia dovuta al radon inalato con l’aria respirata.

L’ARPA VdA, comune per comune, sta conducendo misure sistematiche di radon nelle abitazioni e nelle scuole. Esse, nel giro di qualche anno, arriveranno a coprire in modo omogeneo l’intero territorio della regione, e permetteranno di costruire una vera e propria carta dei livelli medi di concentrazione di radon in Valle d’Aosta. Un’attività analoga è in corso riguardante il radon disciolto nelle acque di sorgente.

Le tecniche sviluppate e messe a punto da ARPA VdA per i rilievi di radioattività ambientale, artificiale e naturale, ci consentono di effettuare rilievi e valutazioni su richiesta di Amministrazioni pubbliche, di privati, o di attività produttive che possono incorrere in rischi da gestione di materiali radioattivi, nonchè di intervenire tempestivamente a supporto degli organi di vigilanza e ispezione nel caso di segnalazione di eventi anomali di qualunque specie.