Descrizione

Il monossido di carbonio è l’inquinante gassoso più abbondante in atmosfera. Si tratta di un inquinante primario che ha una lunga permanenza in atmosfera (fino a quattro-sei mesi). Esso proviene dalla combustione di materiali organici, nel caso in cui la quantità di ossigeno a disposizione è insufficiente.

Effetti sulla salute e sull'ambiente

Il CO respirato ha la proprietà di fissarsi all’emoglobina del sangue, con una affinità 220 volte maggiore rispetto all’ossigeno (ossiemoglobina) ed il composto che si genera (carbossi emoglobina) è molto stabile. Questa reazione impedisce il normale trasporto dell’ossigeno nelle varie parti del corpo, con conseguenze dannose sul sistema nervoso e cardiovascolare. L’entità di tali danni dipende direttamente dalle concentrazioni e dalla durata dell’esposizione: dai casi di leggera intossicazione con disturbi psico-motori, cefalea e indebolimento generale fino ai casi gravi di coma e morte per asfissia (ma l’inquinante non raggiunge nell’atmosfera concentrazioni così elevate). 

Gli effetti sull’ambiente sono da ritenersi sostanzialmente scarsi o trascurabili.

Principali fonti di emissione

In ambito urbano, la sorgente principale è rappresentata dal traffico veicolare, per cui le concentrazioni più elevate si misurano nelle ore di punta del traffico. Il principale apporto di questo gas (fino al 90% della produzione complessiva) è determinato dagli scarichi dei veicoli a benzina in condizioni tipiche di traffico urbano rallentato. 
Altre fonti minori di CO sono costituite  dal trattamento e smaltimento dei rifiuti, dalle industrie e raffinerie di petrolio e dalle fonderie; esso, inoltre, si produce in grandi quantità  nel corso di incendi.

Riferimenti normativi

In materia di qualità dell'aria ambiente il testo attualmente in vigore a livello italiano è il Decreto Legislativo 13 agosto 2010 n. 155 Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa.

 
 Riferimento Parametro Valore limite
Valore limite per la protezione della salute umana Massimo giornaliero della media mobile su 8 ore consecutive 10 mg/m3