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Ghiacciai valdostani, inverno 2025-26: accumuli in flessione, sotto media al Timorion

Sul Ghiacciaio del Timorion l’accumulo nevoso misurato è significativamente più basso rispetto all'anno passato e i dati raccolti a maggio per l'inverno 2025-2026 evidenziano una marcata flessione, con valori che scendono sensibilmente al di sotto della media storica di lungo periodo (2001-2026).

Per il Ghiacciaio del Rutor l’accumulo nevoso presenta valori al di sopra della media del periodo di riferimento ventennale (2005–2026), ma inferiore rispetto alle ultime tre stagioni invernali.

La prima fase del monitoraggio dei ghiacciai regionali destinata alla misura degli apporti nevosi nell'inverno appena trascorso si è conclusa con le misure di accumulo effettuate domenica 17 maggio sul Ghiacciaio del Timorion (Valsavarenche) e venerdì 22 maggio sul Ghiacciaio del Rutor (La Thuile).

Questa prima fase della campagna scientifica punta a quantificare l'accumulo invernale, ovvero la quantità di neve depositatasi durante la stagione fredda. Si tratta del primo passo fondamentale per definire lo stato di salute dei ghiacciai, poiché permette di mappare gli apporti positivi accumulati prima dell'inizio del caldo.

Il bilancio complessivo verrà completato al termine dell'estate: le successive misurazioni quantificheranno la fusione della neve e del ghiaccio perenne, consentendo così di calcolare l'effettiva variazione della massa glaciale nel corso dell'anno.

La necessità di disporre di dati sempre più rappresentativi e scientificamente rigorosi richiede un costante adeguamento tecnologico.

L'introduzione di nuovi strumenti e la sperimentazione di tecniche d'avanguardia sul campo permettono oggi di ottenere rilievi con un livello di dettaglio inedito. Questo sforzo di innovazione si integra con il fondamentale lavoro di omogeneizzazione delle serie storiche ventennali: un processo rigoroso che garantisce la totale comparabilità tra i dati del passato e quelli attuali, preservando il valore scientifico di oltre vent'anni di osservazioni e offrendo un quadro coerente e affidabile.

Innovazione metodologica: la scansione LiDAR da piattaforma UAV

La principale innovazione della campagna di monitoraggio 2026 ha riguardato l'impiego estensivo del sistema LiDAR (Light Detection and Ranging) imbarcato su piattaforma UAV (drone). La tecnologia si basa sull'emissione, ad altissima frequenza, di impulsi laser verso una superficie e sulla successiva misurazione del tempo di volo del segnale di ritorno. Il sensore calcola così la distanza geometrica tra la sorgente del raggio e il suolo, consentendo la generazione di modelli digitali del terreno ad altissima risoluzione.

Nel monitoraggio glaciale, il confronto tra il modello 3D della superficie del manto nevoso attuale e la superficie del ghiacciaio a fine estate permette di mappare l'altezza della neve in modo continuo e con accuratezza centimetrica.

La scansione continua permette di superare i limiti delle tradizionali misure puntuali, intercettando con precisione l'elevata variabilità spaziale del manto nevoso determinata da gradienti altitudinali, esposizione, morfologia del ghiaccio sottostante e fenomeni di redistribuzione eolica.

01 SistemaUAS + Lidar

Sistema UAS equipaggiato con sensore LiDAR e fotocamera RGB. La combinazione dei due sensori a bordo della piattaforma consente di acquisire due set di dati complementari e altamente significativi.

Ghiacciaio Timorion

I rilievi effettuati sul ghiacciaio del Timorion registrano un valore di accumulo significativamente più basso rispetto all'anno passato. L'analisi della serie storica mostra come all'inverno eccezionale 2023-2024 sia seguita una stagione 2024-2025 attestatasi poco sopra la media. I dati raccolti a maggio per l'inverno 2025-2026 evidenziano invece una marcata flessione, con valori che scendono sensibilmente al di sotto della media storica di lungo periodo.

La tecnologia di scansione laser da drone ha interessato il 100% della superficie del ghiacciaio, acquisendo una densità media di circa 150 punti/m² permettendo la ricostruzione di un Modello Digitale della Superficie (DSM) con precisione centimetrica.

Il calcolo delle differenze di quota tra questo modello e il DSM di riferimento di fine estate ha consentito di mappare nello spazio, e con un'accuratezza inedita, la distribuzione e lo spessore del manto nevoso su tutta l'area glaciale.

Il prodotto finale di questa elaborazione è una carta della distribuzione degli accumuli, uno strumento cartografico ad alta risoluzione fondamentale per visualizzare la distribuzione delle altezze del manto nevoso nevosi (Hs – high snow) sulla superficie del ghiacciaio.

02 accumuli Timorion

Carta della distribuzione degli accumuli nevosi sul ghiacciaio. La mappa mostra lo spessore continuo del manto nevoso. I punti sovrimpressi indicano la localizzazione delle misure manuali di validazione effettuate a terra per verificare la coerenza del modello.

Per la calibrazione del rilievo LiDAR e verificare la sovrapponibilità con le misure tradizionali, sono state eseguite verifiche dirette sul campo. Nello specifico, la superficie nevosa è stata rilevata manualmente tramite strumentazione GPS ad elevata precisione, mentre l'altezza del manto è stata misurata nei punti di controllo con il metodo tradizionale della sonda da valanga su un campione di 186 punti.

Le analisi svolte mostrano un'ottima coerenza tra i nuovi approcci tecnologici e le tecniche tradizionali. Questo confronto non solo conferma l'affidabilità dei modelli, fornendo un dato spazialmente continuo e diffuso, ma offre anche la possibilità di valutare e apprezzare nel dettaglio la variabilità dell’accumulo. Diventa così possibile mappare con precisione le variazioni determinate dalla presenza di neve residua dell’anno precedente, nonché dalle irregolarità morfologiche e dai crepacci che caratterizzano la superficie del ghiacciaio.

Le misure effettuate mostrano spessori di neve compresi tra 230 e 400 cm nelle zone più elevate e caratterizzate dalla presenza di accumuli da vento (circa 3.400 m) e tra 130 e 230 cm nelle aree più basse (intorno ai 3.250 m).

L’analisi di tre profili stratigrafici, rappresentativi delle condizioni medie della densità del manto nevoso alle varie quote indica una densità media del manto pari a 365 kg/m³, corrispondente ad un accumulo medio specifico sul ghiacciaio di 751 mm di equivalente in acqua (SWE), valore inferiore alla media della serie storica iniziata nel 2001.

03 serie storica Timorion

Serie storica degli accumuli al Ghiacciaio del Timorion (equivalente in acqua – SWE). In rosso la media calcolata sulla serie ventennale.

04 trincea nivologica

Trincea nivologica per il campionamento degli strati deli manto necessari per la determinazione della densità media dell'intero manto nevoso (Ghiacciaio del Timorion).

20260517 Timorion

Ghiacciaio del Timorion, panoramica da UAS durante i rilievi effettuati domenica 17 maggio 2026.

Ghiacciaio Rutor

Il ghiacciaio del Rutor, data la sua vasta estensione areale (circa 7 kmq), è stato oggetto di un'acquisizione LiDAR che ha interessato l'83% della superficie complessiva.

Le attività di monitoraggio e la validazione dei dati a terra sono state condotte in sinergia con il personale specializzato del Servizio Meteomont dell’Esercito Italiano, in forza al Centro Addestramento Alpino.

La scelta dei settori oggetto di rilievo è stata dettata, oltre che dalle necessità logistiche, anche dall'obiettivo strategico di mappare in totale sicurezza aree altrimenti inaccessibili, come il settore fortemente crepacciato della lingua destra del ghiacciaio, evitando così il transito e l'esposizione al rischio degli operatori a terra.

La copertura offre comunque una base dati statisticamente solida e ampiamente rappresentativa, poiché permette di catturare l'estrema variabilità nella distribuzione del manto nevoso legata alle differenti quote ed esposizioni.

Anche in questo contesto, l'accuratezza del modello tridimensionale da drone è stata garantita da un protocollo di taratura e validazione a terra.

I tecnici hanno effettuato 82 misurazioni manuali mediante sonda da valanga, i cui risultati hanno confermato l'elevata coerenza e affidabilità dei rilievi laser rispetto ai dati fisici diretti.

05 accumuli Rutor

Carta della distribuzione degli accumuli nevosi sul ghiacciaio. La mappa mostra lo spessore continuo del manto nevoso. I punti sovrimpressi indicano la localizzazione delle misure manuali di validazione effettuate a terra per verificare la coerenza del modello.

I profili stratigrafici eseguiti sul ghiacciaio descrivono la distribuzione dei valori di densità del manto nevoso alle diverse quote. Nei settori superiori, tra i 3.250 e i 3.350 metri s.l.m., sono stati misurati spessori di 300 e 320 centimetri, a cui corrispondono densità medie rispettivamente di 442 e 411 kg/m³. Alla quota inferiore, nella parte più bassa del ghiacciaio, lo spessore medio della neve si attesta a 250 centimetri, mentre la densità media registrata raggiunge i 483 kg/m³.

L'elaborazione finale dei dati ha evidenziato un accumulo medio sul ghiacciaio pari a 1.580 mm di equivalente in acqua (SWE).

06 serie storica Rutor

Serie storica degli accumuli al Ghiacciaio del Rutor (equivalente in acqua – SWE). In rosso la media calcolata sulla serie ventennale.

20260525 Rutor

Ghiacciaio del Rutor, panoramica da UAS durante i rilievi effettuati venerdì 22 maggio 2026.