L’esposizione ai campi elettromagnetici non è un fenomeno recente: da sempre l’uomo è stato immerso in un fondo elettromagnetico naturale ed il campo magnetico terrestre è solo una delle sue manifestazioni più conosciute. Anche la stessa luce è un’onda elettromagnetica.
Tuttavia con l’avanzare della tecnologia, al fondo elettromagnetico naturale, si è aggiunto quello artificiale, cioè di origine antropica, causato da antenne per la trasmissione radio, elettrodotti ed anche oggetti di uso quotidiano come elettrodomestici, telefoni cellulari, ecc.: è quindi possibile parlare di inquinamento elettromagnetico.

Le radiazioni non ionizzanti sono in grado di interagire con la materia e con gli esseri viventi e i loro effetti sulla salute umana si possono distinguere in effetti acuti ed effetti a lungo termine, associati ad esposizioni a campi elettromagnetici di natura diversa in termini di livelli e di durata.
Gli effetti acuti sono ormai noti e quantificati e si manifestano per esposizioni di breve durata ma ad alta intensità. L’assorbimento di energia elettromagnetica può determinare aumenti di temperatura generalizzati o locali a seconda dell’esposizione (non a caso nei forni a microonde questa proprietà viene impiegata per riscaldare il cibo). Inoltre si può verificare l’induzione di correnti all'interno del corpo umano e la forza di queste correnti dipende dall'intensità del campo in cui ci si trova immersi. Se sufficientemente grandi, queste correnti potrebbero causare la stimolazione del sistema nervoso e muscolare.
Viceversa, gli effetti a lungo termine sono effetti poco conosciuti e soprattutto non ancora accertati, e sono dovuti ad esposizioni di lunga durata ma di bassa intensità (come quelli che si verificano normalmente in ambiente di vita). A tal proposito è interessante sapere che la stessa IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), che si occupa di verificare l’eventuale associazione tra esposizione ad un determinato agente e l’insorgenza di tumori, ha classificato i campi elettromagnetici come possibili cancerogeni per l’uomo, il che significa che vi è una limitata evidenza di cancerogenicità nell’uomo e un'inadeguata evidenza di cancerogenicità nell’animale. A questa classe appartengono alcune sostanze di uso comune come il caffè e i sottaceti.

Infine è molto importante distinguere tra interazione, effetto biologico e danno. Quando un organismo entra in contatto con un campo elettromagnetico il suo equilibrio elettrico verrà perturbato, ma ciò non significa che si svilupperà un effetto biologico apprezzabile e/o un danno. Quando si parla di effetto biologico, invece, devono svilupparsi delle risposte misurabili ad uno stimolo esterno, tuttavia il verificarsi di un effetto biologico non comporta necessariamente un successivo danno alla salute: il nostro corpo possiede diversi meccanismi di adattamento alle molteplici influenze che incontriamo nel nostro ambiente. Un danno, infatti, si esplica proprio quando l’organismo perde la sua capacità di adattamento e di compensazione.

Per un approfondimento sul tema consultare:
WHO - World Health Organisation
Classificazione IARC - International Agency for Research on Cancer
ISS - Istituto Superiore di Sanità

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