Microinquinanti nell'aria

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I microinquinanti sono un gruppo di sostanze diffuse in atmosfera sotto forma di aerosol e presenti in concentrazioni molto piccole. Alcuni microinquinanti sono oggetto di particolare attenzione in ragione delle loro accertate implicazioni igienico-sanitarie.

Metalli pesanti

Per “pesanti”, si intendono i metalli che hanno una densità maggiore di 4,5 grammi per centimetro cubo. Sono dei costituenti naturali della crosta terrestre e sono naturalmente presenti nel terreno, nell'acqua e nell'atmosfera in piccole quantità (a livello di tracce). Possono essere utilizzati in determinati processi industriali e possono contaminare l'ambiente

In atmosfera, si trovano prevalentemente all’interno del particolato e vengono analizzati come concentrazione rilevata nella frazione PM10 delle polveri sottili. Tutti i metalli pesanti hanno effetti più o meno nocivi sull’uomo: il loro accumulo nell'organismo, infatti, può, nel tempo, interferire con il normale metabolismo cellulare arrivando a ostacolare il corretto svolgimento di molte funzioni vitali.

Il Piombo è il più comune dei cosiddetti metalli pesanti. Nel tempo è divenuto un contaminante presente quasi ovunque poiché è stato ampiamente utilizzato nella produzione di batterie, nelle leghe e nelle saldature di molti oggetti comuni, nelle vernici e negli smalti, nella produzione di rubinetti e nei sistemi di distribuzione dell’acqua nonché, come antidetonante nella benzina per autoveicoli e nel carburante per gli aerei. Molti degli utilizzi descritti (ad esempio l’uso del piombo nella benzina, nelle vernici o negli smalti) sono oggi proibiti data l’elevata tossicità di questo metallo. Può essere assorbito oltre che per ingestione anche per inalazione e nel secondo caso entra direttamente nella circolazione sanguigna andandosi a depositare nelle ossa, nel fegato, nei muscoli, nei reni e nel cervello. L’esposizione al piombo presente nell’aria urbana e di provenienza autoveicolare, essendo un fenomeno quotidiano e protratto per l’intero corso della vita, può determinare, a causa del suo accumulo all’interno dell’organismo, effetti registrabili come disturbi nervosi, anemie e dolori addominali.

Il Cadmio si trova raramente nella sua forma pura, o elementare perché reagisce facilmente con altri elementi formando vari composti, alcuni dei quali tossici. Viene rilasciato nel suolo, nell'acqua e nell'aria da fonti naturali ma, soprattutto, in seguito alle lavorazioni industriali quali l’estrazione, la raffinazione e la lavorazione di metalli non ferrosi, la produzione di batterie e vernici, la sintesi e lo spargimento di fertilizzanti artificiali a base di fosfati, l’uso di combustibili fossili (come carbone e petrolio), l’incenerimento e lo smaltimento dei rifiuti. Una volta che il cadmio è emesso nell'aria, si diffonde con il vento percorrendo anche lunghe distanze dal sito di emissione, e si deposita sul suolo o sulla superficie dell'acqua. Gli effetti sulla salute causati dal Cadmio dipendono principalmente dalla quantità del metallo accumulato nell'organismo nonchè dalla durata dell’esposizione ad esso. Una volta entrato in circolo, questo metallo si distribuisce in tutti gli organi e le quantità più alte si depositano nel fegato, nei reni e nelle ossa, dove rimangono per tempi molto lunghi. Respirare, anche bassi livelli di cadmio per molti anni, può provocare un accumulo nell'organismo e causare malattie renali, pressione arteriosa alta (ipertensione), malattie cardiovascolari e, nei casi più gravi, tumori al polmone.

Il Nichel è spesso combinato con altri metalli (come ferro, rame, cromo e zinco) per formare leghe metalliche, a cui conferisce caratteristiche di durezza, resistenza alla corrosione e al calore. Per queste sue particolari proprietà, è impiegato per la realizzazione di monete, prodotti di bigiotteria, valvole, pentole e padelle (soprattutto quelle in acciaio inossidabile). Il nichel è presente anche nelle batterie, nei prodotti cosmetici, sia di bellezza che di igiene personale, in lacche e colori per la ceramica. I suoi composti, inoltre, sono impiegati per rivestire alcuni materiali depositando sulla loro superficie un sottile strato di questo metallo. Il nichel può trovarsi nell'aria, adeso alle particelle di polvere, a seguito del suo rilascio nell'ambiente da parte di inceneritori, di industrie che lo utilizzano come componente oppure di impianti che funzionano a carbone. Nei lavoratori esposti a livello professionale, generalmente in seguito a inalazione di dosi molto più alte rispetto a quelle cui è soggetto il resto della popolazione, sono stati osservati effetti e reazioni sulla pelle e ai reni ma, soprattutto, si è notata la comparsa di bronchiti croniche, tumori al polmone e ai seni nasali. Per questo motivo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato alcuni composti del nichel, assunti solo per inalazione, nel gruppo 1 tra le sostanze cancerogene per l’uomo.

Le concentrazioni di Arsenico, in alcuni territori, possono essere elevate per cause puramente naturali ed indipendenti dall'inquinamento determinato da attività produttive umane che ne possono, comunque, ulteriormente aumentare i livelli. I composti dell'arsenico sono utilizzati nella industria microelettronica, nella fabbricazione di semiconduttori, nella produzione di coloranti, nell'industria dei tessuti, nella produzione della carta e nella lavorazione del vetro. Le forme inorganiche (come quelle che contaminano le acque) sono tossiche, molto più di quelle organiche: una volta ingerite o inalate, sono assorbite dall'organismo che, fino a una certa quantità, diversa da individuo a individuo, riesce a eliminarle con le urine. Una dose molto elevata di arsenico provoca avvelenamento acuto con crampi, contrazioni muscolari e blocco dei muscoli cardiaci e respiratori. A seguito di esposizione ripetuta nel tempo a basse dosi di arsenico, invece, possono verificarsi tumori della pelle, tumori ai polmoni e  alla vescica. L’arsenico è stato classificato dall’ Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (International Agency for Research on Cancer, IARC) nel gruppo 1, cioè tra quelle sostanze con un alto grado di probabilità di determinare tumori nell'uomo.

Benzo(a)Pirene

Il benzo(a)pirene (BaP) appartiene alla famiglia degli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), una classe di composti persistenti che si formano in ogni combustione incompleta di materia organica. Questi composti sono, ad esempio, presenti nel fumo di sigaretta, nella combustione dei rifiuti indifferenziati, nello scarico dei motori diesel e di tutti i motori alimentati con combustibili pesanti, negli impianti industriali, soprattutto in quelli siderurgici. Possono formarsi anche nella combustione del legname durante il processo di carbonizzazione e durante la cottura di cibi alla griglia. Molti IPA, oltre a essere cancerogeni, sono mutageni, tossici per la riproduzione, per lo sviluppo e per il sistema immunitario. Tra tutti, il benzo(a)pirene è di gran lunga il più pericoloso, perché induce una grande varietà di tumori, non ultimo quello ai polmoni nei fumatori. Per questo motivo, lo IARC ha inserito questo composto all’interno della categoria di rischio cancerogeno 1. Nell’aria, il BaP si trova depositato sulle polveri sottili, soprattutto sul PM2,5 che lo veicola nelle vie respiratorie. La concentrazione di IPA nell’aria è rilevata misurando il BaP che viene così usato come marker per tutta la classe di composti.

Obiettivi e limiti di legge per la protezione della salute umana

INQUINANTE

TIPO DI LIMITE

LIMITE

As

Valore obiettivo per la protezione della salute umana

6 ng/m3 media annua

Cd

Valore obiettivo per la protezione della salute umana

5 ng/m3 media annua

Ni

Valore obiettivo per la protezione della salute umana

20 ng/m3 media annua

Pb

Valore limite per la protezione della salute umana

0.5 µg/m³ media annua

B(a)P

Valore limite per la protezione della salute umana,

1 ng/m3 media su un anno