È arrivata la primavera: benefici e rischi della radiazione solare ultravioletta
La radiazione solare è fondamentale per la vita sulla Terra e per il nostro benessere. Tuttavia, la sua componente ultravioletta (UV) richiede un'attenzione particolare a causa dei possibili effetti avversi sulla salute umana.
L'inizio della primavera rappresenta uno dei periodi più critici per l’esposizione.
La nostra pelle, reduce dai mesi invernali, non è ancora abituata al sole, l’uso delle creme di protezione è ancora un lontano ricordo dell’estate precedente e le temperature fresche ci portano spesso a sottovalutare l'intensità dei raggi solari.
In alta quota e sui terreni innevati, dove la radiazione viene amplificata dall'elevato potere riflettente della neve e dove in primavera ancora si pratica lo sci, l'irraggiamento può essere molto intenso.
Gli effetti sulla salute: come proteggersi?
Un'esposizione moderata ai raggi solari svolge funzioni fisiologiche essenziali, prima fra tutte la sintesi della preziosa vitamina D.
Tuttavia, un’esposizione eccessiva può rappresentare un fattore di rischio.
Non è raro incorrere in scottature (eritemi), che talvolta possono evolvere in patologie più gravi. Non a caso, la radiazione solare è classificata dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come agente sicuramente cancerogeno per l'uomo. Col tempo, inoltre, la tanto ricercata abbronzatura può favorire un invecchiamento precoce della pelle. E non è solo questione di pelle: anche gli occhi e il sistema immunitario possono essere colpiti da una eccessiva esposizione al sole.
Per aiutare i cittadini a pianificare le proprie uscite in sicurezza, ARPA Valle d'Aosta fornisce quotidianamente le previsioni dell'Indice UV sull'intero territorio regionale, facilmente consultabili sui portali www.uv-index.vda.it e sul sito del Centro Funzionale della Valle d’Aosta.
Un indice UV basso indica una minore intensità della radiazione solare; un indice UV alto, invece, ci ricorda l’importanza di proteggerci con alcuni semplici stratagemmi: indossare occhiali da sole e un berretto/cappello, coprire con abiti adeguati le parti del corpo più sensibili e utilizzare la crema di protezione solare.

Mappe previsionali dell'Indice UV elaborate da ARPA Valle d'Aosta. I pannelli mostrano le variazioni stagionali dell'irraggiamento sul territorio regionale: un esempio estivo (a sinistra, 4 agosto 2025), uno invernale (al centro, 30 dicembre 2025) e uno di inizio primavera (a destra, 6 marzo 2026)
Parola d’ordine: consapevolezza
Godiamoci le belle giornate primaverili in montagna, ma con un'adeguata consapevolezza dei benefici e dei rischi legati alla radiazione solare UV. Ecco alcune semplici raccomandazioni per un'esposizione corretta:
- Consulta le previsioni: prima di una gita, verifica l'Indice UV massimo previsto per la tua meta.
- Proteggiti adeguatamente: usa creme solari ad alta protezione (specialmente in alta quota e su superfici innevate), indossa occhiali da sole con lenti certificate e abbigliamento idoneo.
- Non farti ingannare dal fresco: i raggi UV non scaldano, ma "bruciano" ugualmente, e riescono a penetrare in buona parte anche attraverso le nuvole.
- Attenzione agli orari: l'intensità della radiazione è massima nelle ore centrali della giornata, in questa fascia oraria massimizza le protezioni.
Clima e qualità dell'aria
Il ruolo di ARPA Valle d’Aosta non è solo quello di monitorare gli effetti della radiazione UV sulla salute umana, ma anche di capire le ragioni di eventuali variazioni della stessa negli anni. La quantità di raggi UV che raggiunge il suolo dipende, ad esempio, dalla presenza dell’ozono stratosferico, che funge da prezioso "scudo" naturale.
ARPA monitora costantemente le principali variabili ambientali legate alla radiazione solare attraverso strumentazione di eccellenza operativa presso l’osservatorio atmosferico di Saint-Christophe.
L'analisi di queste lunghe serie di dati è essenziale per comprendere le dinamiche del sistema climatico: recenti studi dimostrano come i cambiamenti nella circolazione atmosferica modifichino la distribuzione dell'ozono e della copertura nuvolosa alle nostre latitudini, influenzando direttamente la quantità di radiazione solare UV che arriva al suolo.
Inoltre, la radiazione solare, soprattutto in estate, può portare a un peggioramento della qualità dell'aria, favorendo la formazione di inquinanti come l'ozono troposferico (da noi respirato, a differenza dell’ozono stratosferico “buono”), dannoso per le vie respiratorie e per gli ecosistemi.

Lo spettrofotometro Brewer installato presso la stazione di Saint-Christophe. Questo strumento di altissima precisione misura quotidianamente la quantità di ozono presente nella colonna atmosferica.



