La neve in area appenninica al centro del VII Interconfronto SWE 2026
Quali sono le peculiarità della neve nel centro Italia? E qual è il ruolo della fusione del manto nevoso nella formazione dei deflussi superficiali? Le condizioni appenniniche anticipano oggi quelle che potremmo trovare nelle Alpi nei prossimi decenni?
Queste, e altre, sono le domande che hanno guidato la VII edizione dell’interconfronto Snow Water Equivalent, che si è tenuto ad Isernia (Molise) e Roccaraso (Abruzzo) il 17 e 18 marzo, organizzato da ARPA Valle d’Aosta, Fondazione CIMA, in collaborazione con il centro funzionale della Regione Molise.
Nelle edizioni passate l’attenzione si è sempre concentrata sull’arco alpino, mentre in questa edizione si è deciso di approfondire la conoscenza sulla risorsa idrica immagazzinata nel manto nevoso in area appenninica; tra le altre cose approfittando della presenza di più di cinquanta tecnici qualificati, è stato possibile acquisire informazioni utili alla validazione della modellistica di Snow Water Equivalent prodotta a scala nazionale.
Queste iniziative sono importantissime perché mettono insieme la comunità di esperti del mondo neve: il Sistema delle Agenzie ambientali, gli Enti di ricerca, come CNR e Università, i centri funzionali di diverse regioni, gli Enti preposti al monitoraggio in termini di sicurezza, ma anche i gestori della risorsa idrica, come Compagnia valdostana delle Acque - CVA e ENEL.
È ormai evidente che, per approfondire lo studio della neve e per fornire informazioni sempre più puntuali e interessanti per gli stakeholder e per i gestori della risorsa idrica, sia necessario lavorare insieme e condividere la conoscenza tra chi si occupa di monitoraggio in campo, chi sviluppa la modellistica e chi deve garantire una gestione integrata della risorsa idrica.
Un po’ di storia
Il primo Interconfronto Snow Water Equivalent è stato organizzato nel 2015 da ARPA Valle d’Aosta nel comprensorio di Pila, con l’idea di creare un punto di incontro, teorico e pratico, per la comunità scientifica che si occupa di studiare il manto nevoso e l’acqua in esso contenuta e confrontare le diverse tecniche di misura.
Un primo momento di studio e confronto che è servito anche a creare una rete consolidata di operatori e ricercatori.
Dopo l’esperienza valdostana, l’interconfronto è stato ospitato in Lombardia, a Bormio e Santa Caterina, nel 2016, nuovamente in Valle d’Aosta nel 2017, a Bardonecchia, in Piemonte, nel 2018, a Bolzano, Obereggen, nel 2019 e lo scorso anno in Valle d’Aosta.
Per approfondire lo studio della neve, e per fornire informazioni sempre più puntuali e interessanti per gli stakeholder e per i gestori della risorsa idrica, è necessario lavorare insieme e condividere la conoscenza sul tema neve e risorsa idrica.
Queste iniziative mettono insieme la comunità di esperti del mondo neve: il Sistema delle Agenzie ambientali, gli Enti di ricerca, come CNR e Università, i centri funzionali di diverse regioni, gli Enti preposti al monitoraggio in termini di sicurezza, ma anche i gestori della risorsa idrica, come Compagnia valdostana delle Acque - CVA e ENEL.
Grazie alla presenza di più di cinquanta tecnici qualificati è stato possibile acquisire informazioni utili alla validazione della modellistica di Snow Water Equivalent prodotta a scala nazionale.
Le misure di Snow Water Equivalent consentono di capire qual è il contenuto d'acqua nella neve.


