Per il quarto anno consecutivo le 19 regioni glaciali hanno perso massa
È quanto emerge dall’articolo scientifico coordinato dal World Glacier Monitoring Service, che riprende i risultati dei monitoraggi condotti sui ghiacciai di tutto il mondo, fra cui anche il Timorion - Valsavarenche e il Rutor - La Thuile, in Valle d’Aosta, e che ne analizza l'andamento nell'anno idrologico del 2025.
Riprendendo le considerazioni riportate nell'articolo Global glacier mass change in 2025 pubblicato su Nature Reviews Earth & Environment, si evidenzia che "durante l'anno idrologico 2025, i ghiacciai terrestri hanno perso una massa netta di 408 ± 132 Gt, corrispondente ad un incremento di 1,1 ± 0,4 mm di livello del mare equivalente.
È stato il quarto anno consecutivo in cui tutte le 19 regioni glaciali – dall'equatore alle regioni polari – hanno perso massa.
I tassi di perdita di massa eccezionalmente elevati registrati nell'ultimo decennio, rispetto alla massa rimanente, suggeriscono che molti singoli ghiacciai scompariranno presto e che intere regioni perderanno la loro copertura glaciale entro pochi decenni. Il monitoraggio continuo dei ghiacciai, che integra approcci in situ e di telerilevamento, fornisce una base di riferimento essenziale per quantificare i cambiamenti glaciali attuali e futuri e i loro impatti a valle".
L'aumento di massa annuale si è verificato solo in alcune sottoregioni, come nella Scandinavia settentrionale, dove è stato riportato che l'accumulo invernale record ha sovracompensato la forte ablazione estiva, e in alcune parti delle Ande, con bilanci annuali positivi riportati dai ghiacciai delle Ande cilene di Echaurren Norte e Mocho.
La maggiore perdita di massa è stata osservata nel Canada occidentale e negli Stati Uniti (1.860 ± 1.097 kg m⁻²), in Islanda (1.553 ± 441 kg m⁻²) e nell'Europa centrale (1.376 ± 561 kg m⁻²).
Rispetto al periodo climatico dal 1991 al 2020, il Canada occidentale e gli Stati Uniti hanno mostrato anche la maggiore anomalia regionale negativa (−1.255 kg m −2) nel 2025, seguiti dall'Asia meridionale occidentale (−910 kg m −2) e dalle Svalbard (−890 kg m −2).
Co-autori del lavoro anche Umberto Morra di Cella e Federico Grosso di ARPA Valle d’Aosta, principal investigator per i bilanci di massa dei due ghiacciai valdostani Timorion e Rutor.





