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Ghiacciai valdostani, un’altra annata in perdita: poca neve in inverno e fusione anticipata

Il bilancio di massa dei ghiacciai del Timorion (Valsavarenche) e del Rutor (La Thuile), monitorati da ARPA Valle d'Aosta, ha evidenziato una marcata perdita di volume, confermando anche per quest’anno il trend di contrazione dei corpi glaciali.

La stagione invernale 2025–2026 si è distinta per apporti nevosi inferiori rispetto all'anno precedente, registrando a maggio accumuli più contenuti sui siti di misura.

La minore presenza di copertura nevosa a protezione della superficie glaciale ha determinato un avvio anticipato, rispetto alla stagione 2024–2025, della fusione del ghiaccio massivo. Le elevate temperature estive e il prolungato irraggiamento hanno così intaccato precocemente il corpo del ghiacciaio, accelerando i processi di ablazione.

Nell'ambito delle proprie attività istituzionali di monitoraggio e controllo ambientale, ARPA Valle d'Aosta adotta costantemente approcci metodologici all'avanguardia e riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale.

L'integrazione delle tradizionali campagne di misura in situ, con moderne tecniche di rilievo ad altissima definizione, va tuttavia di pari passo con la necessità imprescindibile di mantenere continuità e coerenza metodologica nelle serie storiche ultraventennali.

Inquadramento climatologico e scenari futuri

Il comportamento evidenziato, in particolar modo sul Ghiacciaio del Rutor, trova una diretta corrispondenza con i più recenti scenari climatici per l'area alpina delineati dal Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC AR6).

I modelli climatici evidenziano come, per gli apparati glacializzati situati a quote elevate, le precipitazioni nevose invernali possano temporaneamente mantenersi su livelli consistenti — talvolta prossimi o superiori alle medie storiche — in virtù della maggiore capacità di un'atmosfera più calda di trattenere e trasportare umidità durante gli eventi perturbati.

Ciononostante, gli stessi scenari confermano che tali apporti invernali risultano ormai strutturalmente insufficienti a compensare l'intensificazione dell'ablazione estiva. Quest'ultima è infatti guidata in modo implacabile dal prolungamento delle ondate di calore e dal costante innalzamento della quota dello zero termico, fattori che riducono drasticamente la longevità del manto nevoso e prolungano il periodo di esposizione diretta del ghiaccio nudo alla fusione.


Ghiacciaio del Timorion (Valsavarenche)

Accumulo invernale

I rilievi condotti il 17 maggio 2026 sul Ghiacciaio del Timorion evidenziano una marcata flessione dell'accumulo nevoso. Dopo l'inverno eccezionale 2023-2024 e la stagione 2024-2025 attestatasi sopra la media, i dati di quest'anno scendono sensibilmente al di sotto della media storica di lungo periodo.  

La caratterizzazione degli accumuli nevosi è stata realizzata attraverso l'utilizzo di sensori LiDAR aviotrasportati su drone (UAV).

La scansione laser ha interessato il 100% della superficie del ghiacciaio con una densità media di circa 150 punti/m², consentendo la ricostruzione di un Modello Digitale della Superficie (DSM) ad altissima risoluzione con precisione centimetrica.

Il confronto tra questo modello e quello di riferimento di fine estate ha permesso di mappare in modo continuo, e con un'accuratezza inedita, la reale distribuzione e lo spessore del manto nevoso sull'intero apparato.

A supporto dei rilievi da remoto, le misurazioni manuali a terra hanno registrato spessori compresi tra 230 e 400 cm nelle aree sommitali soggette anche ad accumulo eolico (circa 3.400 m) e tra 130 e 230 cm nei settori inferiori (attorno ai 3.250 m).

L’analisi di tre profili stratigrafici ha mostrato una densità media del manto pari a 365 kg/m³, corrispondente a un accumulo medio specifico di 751 mm di equivalente in acqua (SWE): un valore confermato al di sotto della media della serie storica avviata nel 2001.

Carta della distribuzione degli accumuli nevosi sul ghiacciaio. La tecnologia di scansione laser da drone ha interessato il 100% della superficie del ghiacciaio, permettendo la ricostruzione di un Modello Digitale della Superficie della neve (DSM) con precisione centimetrica. In giallo i punti di misura manuali.

Serie storica degli accumuli al Ghiacciaio del Timorion. In rosso la media calcolata sulla serie ventennale

03 Trincea nivologica

Trincea nivologica per il campionamento degli strati del manto necessari per la determinazione della densità media del manto nevoso (ghiacciaio del Timorion)

Ablazione estiva

L'analisi dei processi di ablazione della stagione 2026 sul Ghiacciaio del Timorion evidenzia un netto e precoce avvio della fusione rispetto all'anno precedente.

La combinazione tra un accumulo nevoso invernale ridotto e la persistenza precoce di elevate temperature estive ha accelerato il deperimento del manto nevoso.

Come evidenzia il confronto delle immagini satellitari del programma Copernicus (Sentinel-2), già il 12/06/2026 si osservano i primi segni di scopertura nella porzione destra della fronte, laddove al 12/06/2025 l'apparato glaciale appariva ancora totalmente e omogeneamente innevato.

Il divario si accentua nel mese di luglio: il 07/07/2026 il ghiacciaio presenta un'ampia porzione denudata con ghiaccio vivo esposto, a differenza del 09/07/2025, data in cui la superficie si manteneva ancora protetta da una copertura nevosa continua.

04 Timorion cfr sentinel inizio fusione

Confronto tra immagini satellitari Copernicus Sentinel-2 della copertura nevosa sul Ghiacciaio del Timorion tra l'inizio luglio 2025 e 2026, elaborate mediante combinazione delle bande SWIR (Short-Wave Infrared, infrarosso a onde corte) per una più efficace discriminazione spettrale tra ghiaccio vivo e manto nevoso.

La stima della variazione volumetrica del Ghiacciaio del Timorion per la stagione di ablazione 2026 è stata effettuata mediante l'applicazione della tecnica del DoD (Difference of DEM), basata sul confronto differenziale tra i Modelli Digitali della Superficie (DSM) ad alta risoluzione ottenuti al termine della stagione estiva 2025 e 2026.

Il confronto tra i due modelli tridimensionali georiferiti ha consentito di quantificare con precisione le variazioni altimetriche e la perdita di volume sull'intero apparato glaciale.

05 Abbassamenti

Carta degli abbassamenti della superficie del ghiaccio

La metodologia basata sulla differenza tra modelli digitali del terreno (DoD) rappresenta oggi uno standard d'eccellenza nel monitoraggio glaciologico, poiché coniuga efficienza esecutiva e una copertura spaziale continua.

A fronte di un accumulo invernale medio specifico di 751 mm w.eq., le intense temperature estive hanno generato una fusione totale del manto nevoso stagionale e una marcata ablazione del ghiaccio massivo sottostante.

Al termine del periodo di fusione non è stata riscontrata alcuna presenza di neve residua sull'intero apparato glaciale, lasciando la superficie completamente scoperta.

Il valore finale di ablazione specifica totale ha condotto a un bilancio di massa netto pari a -2830 mm w.eq. per l'anno idrologico 2025-2026.

L'elaborazione dei modelli digitali ha evidenziato variazioni differenziate lungo i settori terminali del ghiacciaio: sulla fronte destra (compresa tra 3.170 e 3.250 m s.l.m.) è stato registrato un abbassamento medio di 4,90 m, mentre sulla fronte sinistra (tra 3.200 e 3.250 m s.l.m.) la riduzione media di spessore si è attestata a 4,30 m.

Vista la conformazione particolarmente articolata e irregolare del substrato roccioso affiorante lungo le zone frontali, risulta complesso determinare un valore medio unico che sia pienamente rappresentativo dell'arretramento della fronte; tuttavia, le misurazioni effettuate mostrano un recesso del margine glaciale localmente compreso tra 15 e 40 metri.

06 Timo Panoramica

Foto del Ghiacciaio del Timorion realizzata il 18/08/2026

07 Timorion bilancio di massa

Bilancio di massa del ghiacciaio di Timorion (serie 2001 – 2026)

Considerazioni

  • Traiettoria di contrazione strutturale. L'analisi della serie storica pluriennale conferma una tendenza alla riduzione delle masse glaciali ormai strutturale, con una curva del bilancio cumulato che riflette una perdita complessiva di spessore sempre più marcata dal 2001 ad oggi.
  • Scomparsa totale della copertura nivale. A differenza di stagioni in cui la fusione è stata parzialmente mitigata da residui nevosi tardivi, l'estate 2026 è stata caratterizzata dalla fusione totale del manto stagionale e dall'assenza assoluta di neve residua a fine periodo, lasciando completamente esposto il ghiaccio massivo.
  • Fattore termico e picchi di ablazione. L'intensificazione dei picchi di ablazione riscontrata negli ultimi anni è strettamente legata al perdurare, durante la stagione estiva, di condizioni di temperatura elevata in quota per periodi prolungati. Il persistere di queste fasi calde inibisce i rinfreschi notturni e anticipa la scomparsa della neve protettiva, innescando un processo di fusione del ghiaccio sempre più rapido, profondo e generalizzato a tutte le quote.

Ghiacciaio del Rutor (La Thuile)

Accumulo invernale 

Le misure dell’accumulo nevoso sul Ghiacciaio del Rutor, condotte il 22 maggio 2026 hanno evidenziato valori leggermente superiori alla media della serie ormai più che ventennale, ma inferiori a quelli degli ultimi inverni passati.

Le operazioni di rilievo dell'accumulo nevoso sul Ghiacciaio del Rutor sono state condotte integrando tecnologie di scansione remota e misurazioni dirette a terra.

La maggior parte della superficie glaciale (pari all'83%) è stata indagata mediante tecnologia LiDAR da piattaforma UAV (drone), consentendo di mappare ad alta risoluzione anche i settori più complessi o impervi, non raggiungibili in condizioni di sicurezza per gli operatori.

A supporto e completamento dei rilievi remoti, sono state eseguite misurazioni manuali tradizionali con sonda da valanga: queste ultime sono state distribuite in parte all'interno delle aree già scansionate dal LiDAR, con finalità di confronto inter-strumentale e validazione del modello, e in parte nei settori non coperti dal sorvolo, al fine di caratterizzare in modo rappresentativo il restante 17% della superficie dell'apparato glaciale.

Sulla base delle misure effettuate al termine del periodo di accumulo, il valore medio di spessore della neve sull'intero ghiacciaio è stato di 345 cm pari a 1.580 mm di equivalente in acqua, un valore al di sopra della media del periodo di riferimento ventennale (2005–2026), pari a 1.380 mm. 

Serie storica degli accumuli al Ghiacciaio del Rutor. In rosso la media calcolata sulla serie ventennale

Carta della distribuzione degli accumuli nevosi sul ghiacciaio. La mappa mostra lo spessore continuo del manto nevoso. I punti sovrimpressi indicano la localizzazione delle misure manuali di validazione effettuate a terra per verificare la coerenza del modello.

Ablazione estiva

La stima dell'ablazione glaciale sul Ghiacciaio del Rutor si basa sull'analisi differenziale tramite modelli digitali del terreno (DoD - Difference of Digital Elevation Model), ottenuti dal confronto tra rilievi tridimensionali ad alta risoluzione eseguiti al termine della stagione estiva mediante ripresa aerea fotogrammetrica dedicata.

Il flusso di lavoro analitico si avvale della consolidata collaborazione con DigiSky S.r.l., che si è occupata dei rilievi aerei, e con il GlacierLab del Politecnico di Torino (Dipartimento DIATI), che supporta ARPA Valle d'Aosta nell'elaborazione dei modelli.

Utilizzando una maglia di campionamento dettagliata a 50 centimetri, questo procedimento analitico restituisce una mappatura ad altissima definizione delle zone interessate da processi di fusione o di accumulo. Tale approccio consente di misurare con precisione i mutamenti di quota della superficie glaciale e di calcolare la contrazione volumetrica, offrendo dati fondamentali per seguire passo dopo passo le dinamiche evolutive del Ghiacciaio del Rutor.

Per l’anno in corso, l’analisi è stata condotta confrontando i DEM derivati dalle acquisizioni aeree effettuate in data 7 settembre 2025 e 20 settembre 2026.

Sulla base dei dati definiti mediante l’analisi differenziale dei modelli digitali, è stato possibile calcolare più specificatamente gli abbassamenti medi della superficie e gli arretramenti dei diversi settori frontali, dove il processo di ablazione risulta più intenso.

Sul fronte destro (quota media: 2.635 m s.l.m.) l’abbassamento medio del settore è stato di - 5,9 m con un arretramento indicativo di circa 30 m; sul plateau e fronte centrale (quota media: 2.725 m s.l.m.) l’abbassamento diffuso è stato di  - 5,2 m con un arretramento di circa 25 m; infine, sul fronte sinistro (quota media: 2.720 m s.l.m.) l’abbassamento è risultato di - 4,7 m, a causa dell’assetto morfologico frastagliato del fronte e del substrato roccioso la stima dell’arretramento risulta di difficile definizione.

Per approfondire la dinamica dei processi di fusione, la campagna 2026 si è avvalsa dell'installazione di uno SmartStake (un ablatometro automatico, cioè uno strumento installato sul ghiacciaio che misura in continuo di quanto si abbassa la superficie di neve e ghiaccio) posizionato sul plateau inferiore a circa 2.734 m s.l.m.

Data la natura estremamente dinamica della superficie del ghiaccio – soggetta a movimenti, fratture e rotazioni di blocchi che possono inficiare la stabilità dello strumento – le serie di dati continui registrate dallo strumento risultano limitate a specifici periodi. Nonostante ciò, la stazione autonoma ha permesso di monitorare con continuità l'abbassamento della superficie nel periodo compreso tra il 7 agosto e il 5 ottobre 2026.

10 ablatometro

Installazione dello SmartStake (ablatometro automatico) sul plateau inferiore del Ghiacciaio del Rutor (circa 2.734 m s.l.m.), impiegato per il monitoraggio puntuale in continuo dei tassi di fusione giornaliera durante la stagione estiva 2026.

Per comprendere appieno le determinanti meteorologiche della fusione, i dati di abbassamento superficiale ottenuti dal rilievo sono stati analizzati e messi in correlazione diretta con le serie temporali di temperatura dell'aria.

Tali registrazioni provengono dalla stazione meteorologica situata in prossimità della destra frontale del ghiacciaio, gestita da Fondazione CIMA di Savona (Centro di Ricerca Internazionale in Monitoraggio Ambientale) che ha condiviso i dati registrati.

La sovrapposizione tra i tassi di abbassamento rilevati e il profilo termico locale ha permesso di valutare con buona accuratezza la risposta della massa glaciale alle sollecitazioni microclimatiche, evidenziando il forte legame di causa-effetto tra i picchi di temperatura e l'accelerazione dei processi ablativi.

L'analisi dei dati evidenzia tassi giornalieri anche intensi (superiori a 6 cm/giorno) durante le fasi più calde di agosto, che determinano una rapida e costante crescita della curva di ablazione cumulata, prima di registrare una graduale decelerazione e una riduzione dei tassi al di sotto dei 2 cm/giorno con l'arrivo di settembre e l'abbassamento delle temperature.

11 curva cumulata con temperatura 2026

Curva dell'abbassamento cumulato netto sul Ghiacciaio del Rutor (7 agosto – 5 ottobre 2026), con tassi giornalieri di ablazione evidenziati per intensità cromatica e sovrapposizione della temperatura media giornaliera dell'aria (linea blu).

L'analisi delle immagini satellitari (Sentinel-2, programma EU Copernicus), ha permesso di ricostruire con buona approssimazione la tempistica con cui l'apparato glaciale ha iniziato la sua fase di deterioramento stagionale.

12 Rutor cfr sentinel inizio fusione

Confronto tra immagini satellitari Copernicus Sentinel-2 della copertura nevosa sul Ghiacciaio del Rutor tra l'inizio dell'estate 2025 e 2026, elaborate mediante combinazione delle bande SWIR (Short-Wave Infrared, infrarosso a onde corte) per una più efficace discriminazione spettrale tra ghiaccio vivo e manto nevoso; il punto arancione indica la posizione dello SmartStake nell'estate 2026. 

L'analisi integrata dei dati acquisiti e delle immagini satellitari consente di evidenziare come, intorno al 20 giugno 2026, la porzione frontale iniziasse ad essere sgombra dalla neve, mostrando una tempistica analoga a quella registrata nel 2025; tale data individua con buona approssimazione l’inizio della fusione glaciale.

Tuttavia, le dinamiche successive sono mutate: all'inizio di luglio 2026 il plateau inferiore risultava già interamente privo di copertura nevosa, a netta differenza di quanto accaduto nel 2025, quando, in quello stesso periodo, persisteva ancora un manto nevoso continuo. Tale evoluzione è riconducibile principalmente a due fattori specifici del 2026: un accumulo nivale invernale meno consistente e condizioni termiche tendenzialmente più elevate.

Un'ulteriore indicazione sul periodo di inizio della fusione glaciale proviene dal sensore di temperatura integrato nello SmartStake. Nato per monitorare le condizioni interne dello strumento, questo sensore permette di individuare il momento in cui il sistema di misura, sepolto durante l'inverno, viene raggiunto dalla radiazione solare a seguito della progressiva fusione del manto nevoso.

I dati indicano che il 20 giugno 2026 lo strumento ha iniziato a emergere dalla neve (temperature superiori allo zero), facendo ipotizzare la presenza di circa 50 cm di copertura residua (pari all'altezza dello strumento), un dato del tutto coerente con i riscontri delle immagini del programma Copernicus.

Al fine di monitorare nel dettaglio l'evoluzione dei processi ablativi durante la fase di massima sollecitazione termica estiva, il 31 luglio 2026 è stato eseguito un rilievo intermedio focalizzato sulla sola parte frontale del ghiacciaio.

Questa acquisizione intermedia ha svolto un ruolo strategico fondamentale: spezzare la stagione di fusione in due intervalli temporali distinti, ha permesso di ottenere un quadro conoscitivo dettagliato sulle dinamiche in atto, quantificando separatamente l'impatto della prima metà dell'estate rispetto alla fase tardo-estiva.

Periodo di Riferimento Fase Stagionale Abbassamento Medio (m) Abbassamento giornaliero Percentuale sul Totale Note / Osservazioni
20 Giugno – 31 Luglio 2026 Primo periodo (inizio fusione) 3,3 ~ 8 cm 56% Porzione prevalente di ablazione estiva
31 Luglio – 20 Settembre 2026 Secondo periodo (tardo-estivo) 2,6 ~ 5 cm 44% Rilievo intermedio e chiusura monitoraggio
Totale (20 Giugno – 20 Settembre 2026) Intera stagione di ablazione 2026 5,9 ~ 6,5 cm (medio) 100% Abbassamento totale medio registrato sulla parte frontale

Per la stagione 2026, le misurazioni registrano un bilancio di massa netto negativo pari a -1263 mm w.e., derivante dalla completa fusione del manto nevoso invernale pari a 1580 mm w.w. e da un’ablazione media su tutto il ghiacciaio pari a -2843 mm w.e..  

13 Rutor bilancio di massa 

Bilancio di massa del ghiacciaio del Rutor (serie 2005 – 2026) 

Considerazioni

  • Il ruolo dell'accumulo invernale come scudo termico. La stagione 2021-2022 rimane allo stato attuale la peggiore mai registrata sul ghiacciaio, con un bilancio di -3867 mm w.e.  riferito ad un accumulo di 1077 mm w.e. e un'ablazione eccezionale -4934 mm w.e..  Al contrario, il biennio che va dall’inverno 2023 all’estate 2025 ha beneficiato di apporti nivali invernali che hanno protetto più a lungo il ghiaccio vitale, limitando il deficit netto rispettivo a -506 mm w.e. e -746 mm w.e. .
  • La traiettoria del 2026. La stagione 2026 occupa una posizione intermedia. Nonostante un accumulo nivale mediamente abbondante, la prolungata persistenza di temperature sopra la media in quota ha esposto precocemente il ghiaccio massivo a un'intensa fase di fusione.