Skip to main content
Portare alla cittadinanza  i temi che trattiamo nell'ambito della nostra attività come la ricerca, i controlli e il monitoraggio dell’ambiente:  questo l’obiettivo degli  aperitivi scientifici. Gli esperti  Devis Panont e Roberta Ferrarese vi aspettano alla Bocciofila di  Via Giorgio Elter, ad Aosta per parlare di  POLVERI SOTTILI. Nella parte sinistra della locandina c'è la data del 30 ottobre e è indicato l'orario 18.00. Il titolo dell'evento è Le polveri sottili nell'aria che respiriamo, Appuntamenti scientifici alla Bocciofila

Scienziati al Bar - "Le polveri sottili nell'aria che respiriamo"

Ritorna l'appuntamento con l'aperitivo scientifico: mercoledì 30 ottobre vi invitiamo a partecipare per approfondire il tema delle polveri sottili presenti nell'aria che respiriamo. L'obiettivo dell'incontro è avvicinare la cittadinanza alle attività che svolgiamo in ambito istituzionale, come la ricerca, il controllo e il monitoraggio ambientale.

Curiosità sul rumore

Per approndire: Calcoli con i decibel: alcune formule matematiche di base che consentono di effettuare alcune semplici operazioni con i livelli sonori. Passeggiate sonore: percorsi di sensibilizzazione delle giovani generazioni e della popolazione all’ascolto dei suoni, sia in collaborazione con gli Istituti scolastici della Regione, ma anche con altri Enti e attori che operano sul territorio regionale.  

Classificazione zonizzazione acustica

La l.r. 20/2009 detta disposizioni per la tutela dall'inquinamento acustico in ambiente esterno e abitativo volte ad adeguare alla realtà locale i principi di cui alla legge quadro sull'inquinamento acustico 26 ottobre 1995, n. 447 al fine di prevenire e ridurre gli effetti nocivi e fastidiosi del rumore ambientale originato da sorgenti artificiali e tutelare l'ambiente sonoro naturale. Ai fini dell'applicazione dei valori limite di riferimento stabiliti dalla normativa vigente la classificazione acustica del territorio tiene conto delle classi di destinazione d'uso indicate nella tabella...
SCT regionale Radon

Concentrazione di attività di Radon

Il radon (Rn222) è un gas radioattivo naturale prodotto dal decadimento del radio 226, a sua volta generato dal decadimento dell’uranio 238.Essendo il radio e l’uranio presenti, in misura diversa,nelle rocce, nei terreni e nei materiali da costruzione derivati, l’emanazione di radon avviene in modo diffuso su tutto il territorio, ma molto differente a seconda delle caratteristiche geo-litologiche locali.In aria libera, il radon si disperde in atmosfera e non raggiunge mai concentrazioni elevate, mentre negli ambienti chiusi il gas tende ad accumularsi, in misura dipendente, oltre che dal...
SCT regionale Radon

Intensità dose gamma

L’intensità di dose gamma ambientale è espressa in nano Sievert all’ora (nSv/h), dove 1 Sievert equivale all’assorbimento, da parte dell’intero corpo umano, dell’energia di 1 joule per kg di peso corporeo, per effetto dell’esposizione a radiazione gamma di origine cosmica o terrestre in aria in ambiente esterno. Per maggiori informazioni, vedi approfondimento rsa2011-TER_RI_A02 Dose efficace media individuale annuale, in particolare in Fig.1 - contributi da radiazione cosmica e da irraggiamento gamma esterno di origine terrestre. L'intensità di dose da radiazione ionizzante in esterno è...
nove immagini di una prateria, scattate sempre nello stesso punto in momenti diversi dell'anno che evidenziano l'evoluzione stagionale

Lo sviluppo stagionale della vegetazione e il metodo di analisi messo a punto da ARPA

Per descrivere la fenologia, cioè lo sviluppo stagionale della vegetazione, e quindi l’impatto su di essa dei cambiamenti climatici, vengono oggi usate, insieme ai dati satellitari, le fenocamere, cioè semplici fotocamere digitali che scattano a intervalli regolari, e sempre dalla stessa posizione, fotografie di alberi, arbusti e praterie.
strumento di misura della qualità dell'aria, sullo sfondo il cervino. In primo piano i loghi dei partner di progetto.

Alp’Aera muove i primi passi! Pubblicata la prima newsletter del progetto

Iniziato nel mese di ottobre 2023 per una durata di tre anni, Alp'Aera è un progetto di cooperazione transfrontaliera franco-italiana volto a caratterizzare gli impatti futuri dei cambiamenti climatici sulla qualità dell'aria nelle valli alpine e a proporre indicatori di monitoraggio del clima e della qualità dell'aria nel territorio ALCOTRA.
immagine del rock glacier di Cime Bianche a Valtournenche, con la strumentazione per il monitoraggio del permafrost

Come sta il permafrost nell'area alpina?

Nel 2023, le temperature del permafrost nelle Alpi europee hanno raggiunto livelli record, in particolare nei siti rocciosi: ciò è dovuto in gran parte a due estati consecutive particolarmente calde nel 2022 e 2023. La maggior parte dei siti monitorati nelle Alpi europee, infatti, ha mostrato nel 2023 spessori dello strato attivo, cioè la profondità raggiunta dal fronte di scongelamento stagionale, pari o vicini ai valori massimi registrati, con alcune località che hanno stabilito nuovi record.
locandina dell'Evento Notte dei ricercatori, nella quale è indicata la data del 27 settembre e il QR code al quale leggere il programma

Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori 2024

Si terrà venerdì 27 settembre, dalle ore 15.00 alle ore 24.00, presso la Cascina di Montfleury di Aosta la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, un laboratorio aperto di inclusione e partecipazione pubblica in diversi paesi europei, con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini nelle sfide sociali più rilevanti.

Monitoraggio dei livelli di rumore

Per rendere sistematica la raccolta di informazioni sul rumore ambientale, l'Arpa ha istituito un Osservatorio Acustico del territorio regionale, basato su siti rappresentativi della varietà di condizioni di esposizione a rumore ambientale e suddivisi per tipologia: contesto urbano, prossimità stradale e contesto rurale. Su ogni sito vengono effettuati rilievi in continuo della durata di una settimana, ripetuti con cadenza stagionale o semestrale, in modo da: Acquisire una dettagliata conoscenza delle caratteristiche di rumorosità del sito; acquisire gli elementi di confronto per...

La valutazione di impatti a scala locale e a microscala

Il modello chimico più adatto per valutare l'impatto sulla qualità dell'aria di singole sorgenti emissive è SPRAY, un modello che non considera i processi chimici, ma solo i fenomeni di trasporto e diffusione degli inquinanti emessi da sorgenti puntiformi, lineari, areali o volumetriche. L’input meteorologico è costruito a partire dalle misure delle stazioni della rete trasformate in campi tridimensionali dal modello meteorologico diagnostico SWIFT. Questo modello, nella sua versione a microscala MICROSPRAY, permette di considerare l'effetto "ostacolo" degli edifici situati attorno alla...

La valutazione dei contributi dei diversi comparti emissivi

La stima di quanto le singole sorgenti di emissione contribuiscono alle concentrazioni si definisce source apportionment. Il source apportionment modellistico consiste nella la realizzazione di una simulazione di riferimento (caso base) e di un numero opportuno di simulazioni di sensitività, una per ogni sorgente che si intende analizzare (intendendo con “sorgente” un insieme di categorie emissive organizzato per settore di attività); il contributo di ciascuna sorgente viene quindi calcolato analizzando le differenze tra i risultati delle simulazioni di sensitività e quelli della...

Modelli in ARPA VdA

In ARPA Valle d'Aosta per produrre le mappe di concentrazione degli inquinanti è utilizzato un sistema modellistico basato sul modello di chimica e trasporto FARM (Flexible Air quality Regional Model), sia per la previsione giornaliera sia per la valutazione annuale. FARM è un modello euleriano 3D, in grado di simulare il comportamento degli inquinanti anche su un dominio orograficamente complesso come quello valdostano. La meteorologia è elaborata con il modello SWIFT, in grado di utilizzare sia i dati delle previsioni meteorologiche (dal modello COSMO) sia i dati misurati nelle...
didattica acque sotterranee

Didattica per le scuole

I tecnici della sezione Acque Bonifiche e Rifiuti si occupano da diversi anni delle attività didattiche riguardanti le acque sotterranee. Queste attività vengono attualmente proposte alle scuole elementari e prevedono sia attività in aula sia attività in campo nel corso delle quali i bambini vengono accompagnati alla scoperta della risorsa idrica sotterranea, con particolare riferimento alla situazione peculiare della regione Valle d’Aosta. Durante le attività vengono proposti diversi esperimenti e attività pratiche che consentono agli studenti di vedere con i propri occhi una risorsa...
Coinvolgimento di alcuni studenti nelle attività di riconoscimento degli organismi

Il progetto “Non ci sono solo trote nei nostri torrenti”, la proposta didattica di ARPA sulle acque superficiali

ARPA Valle d’Aosta svolge da tempo esperienze significative nell’ambito dell’educazione ambientale con protagonisti attivi i tecnici che operano sul territorio nel monitoraggio ambientale. In particolare, l’area biologica della Sezione Acque Bonifiche e Rifiuti ha una lunga storia di collaborazione con le diverse istituzioni scolastiche valdostane. L’acqua è stata proposta agli studenti come elemento da conoscere e monitorare, a partire dalle caratteristiche morfologiche dell’ambiente fiume, focalizzando poi l’attenzione sulla comunità di macroinvertebrati bentonici che in esso vivono, il...
L'animazione del modello CAMS mostra l'evoluzione del pennacchio di fumo degli incendi e il suo trasporto verso l'Europa (fonte: Copernicus Atmosphere Monitoring Service). I colori rosso e arancione più intensi indicano concentrazioni maggiori di polveri sottili su tutta la colonna atmosferica.

Polveri sottili dal Canada in Valle d'Aosta: analisi aggiornata

Il 21 agosto scorso abbiamo dato notizia dell’arrivo in Valle d’Aosta di polveri sottili provenienti dal Canada. Le concentrazioni di PM10 a terra si sono mantenute al di sotto dei limiti previsti dalla normativa. L’evento, che al momento sembra essere terminato, ha però suscitato molta curiosità nei media tradizionali e sui social network. Come siamo riusciti a individuare le polveri provenienti dagli incendi canadesi? E perché non si tratta solo di una curiosità?