Ai fini della classificazione ambientale delle acque sotterranee, è necessario in primo luogo individuare i corpi idrici significativi, ovvero gli acquiferi aventi caratteristiche idrogeologiche e dimensioni tali da rivestire una certa importanza su scala regionale, anche in funzione dei volumi d’acqua emunti dai pozzi e dei centri di pericoli presenti sul territorio.

In Valle d’Aosta tale corpi idrici risultano essere i seguenti :

  • in alta Valle d’Aosta: la piana di Morgex;
  • nella media valle: la piana di Aosta;
  • nella bassa valle: le piane di Verrès-Issogne-Arnad e di Pont St.Martin-Donnas.

L’individuazione dei suddetti corpi idrici risulta in generale abbastanza evidente dal punto di vista morfologico: i limiti laterali delle quattro piane sono identificabili in corrispondenza della variazione di pendenza sui versanti, i limiti trasversali in corrispondenza di restringimenti del fondovalle.

Tutti i settori di piana sono stati soggetti – dalla fine dell’era glaciale - ad una complessa evoluzione geomorfologica che ha portato, in linea generale, alla deposizione delle seguenti tipologie di materiali:

  • depositi alluvionali della Dora Baltea: costituiti da ciottoli e ghiaie arrotondate, con matrice sabbiosa più o meno abbondante. Tali materiali, caratterizzati da elevati valori di permeabilità e porosità, ospitano le falde idriche sfruttate dai pozzi
  • depositi torrentizi e di conoide: costituiti da clasti angolosi e eterometrici, rivestono anch’essi, come le alluvioni, una certa importanza in quanto corrispondenti ad aree di ricarica degli acquiferi
  • depositi morenici di fondo: molto diffusi, anche se non sempre ben identificabili, sono caratterizzati da clasti eterometrici immersi in abbondante matrice limoso-sabbiosa; hanno in generale scarsa importanza idrogeologica
  • depositi gravitativi: sono costituiti da accumuli di blocchi spigolosi di dimensioni da decimetriche a metriche, ubicati alla base di pareti rocciose.

Lo spessore dei sedimenti deposti nelle piane può variare sensibilmente tra valori massimi di poche centinaia di metri, in corrispondenza dei tratti dove il ghiacciaio balteo ha notevolmente escavato il substrato roccioso (ad esempio in corrispondenza della città di Aosta), e valori minimi di poche decine di metri.

Di seguito si dà una breve descrizione morfologica delle quattro piane.

Piana di Morgex

Il territorio d’indagine coincide con un settore di fondovalle principale ad andamento circa NW-SE, lungo approssimativamente 10 km e con una larghezza massima di circa 1500 m, i cui abitati principali sono Morgex, La Salle e Derby.

La piana, sviluppata soprattutto in sinistra orografica rispetto alla Dora Baltea, è morfologicamente delimitata a monte (NW) da un restringimento in loc. Mont Bardon (quota circa 1000 m sl.m.) e a valle (SE) dalla stretta del ponte dell’Equilivaz (quota 790 m s.l.m.).

Le altitudini massime sui versanti sono di circa 2800 m (Becca Pougnenta, Pointe Fetita).

Sono presenti diversi conoidi alluvionali, il maggiore è quello di La Salle, impostato su un’ampia paleofrana che interessa l’intero versante sud dalla Pointe Fetita.

Piana di Aosta

La piana si estende in senso est-ovest per una lunghezza approssimativa di 35 km da Villeneuve (circa 700 m s.l.m.) sino a Saint Vincent (circa 500 m s.l.m.). La città di Aosta si trova nel tratto più ampio in assoluto della Valle d’Aosta (larghezza di circa 2 km), in particolare buona parte della zona urbana è sviluppata in corrispondenza del conoide del T. Buthier. I rilievi raggiungono talora quote superiori ai 3000 m s.l.m. (M. Emilius e Becca di Nona a sud; M. Fallère a nord).

Piana di Verrès-Issogne-Arnad

Comprende un tratto di fondovalle ad andamento NNW/SSE della lunghezza di circa 8 km (approssimativamente dalla stretta di Montjovet, posta a 400 m s.l.m., sino alla stretta di Hône-Bard, a 350 m s.l.m.), sviluppato soprattutto in sinistra idrografica rispetto alla Dora Baltea e caratterizzato dagli ampi conoidi su cui sorgono gli abitati di Verrès, Arnad e Issogne. La larghezza media è di circa 600÷700 m e la superficie totale di circa 8 km2.


Piana di Donnas–Pont Saint Martin

La piana, avente una quota compresa tra i 300 e i 350 m s.l.m, è ubicata al confine territoriale con il Piemonte e risulta separata morfologicamente dalla piana di Verrès (a monte) dalla stretta di Hône-Bard; essa ha una lunghezza massima (direzione ESE/ONO) di circa 4 km e una larghezza massima (direzione NNE/SSO) approssimativa di 1500 m, per una superficie di circa 4 km2.
La piana è caratterizzata dalla presenza di due maggiori coni di deiezione: quello del T. Bellet, su cui sorge l’abitato di Donnas, e quello del T. Lys su cui sorge Pont-Saint-Martin.

Per approfondire

Monitoraggio idrologico nella Regione Valle d’Aosta - Nathalie Bianquin, 2009-2010 (PDF, 15.3MB)

Fabbisogno idrico e gestione delle falde di Pietro Capodaglio - rivista "Environnement - Ambiente e Territorio in Valle d'Aosta", 2005

Suolo, sottosuolo e falda acquifera di Pietro Capodaglio - rivista "Environnement - Ambiente e Territorio in Valle d'Aosta", 2006

Carta della vulnerabilità della falda (PDF, 6.1MB)