Il risanamento acustico è materia multidisciplinare che implica da un lato politiche di gestione da attuare attraverso provvedimenti amministrativi e di pianificazione ad opera delle amministrazioni comunali, dall’altro progettazione di mirati interventi strutturali di bonifica acustica.

La legge quadro 447/95 pone a carico delle Regioni la definizione delle procedure e dei criteri per la predisposizione e l'adozione da parte dei Comuni e delle imprese dei piani di risanamento acustico e dei piani di contenimento ed abbattimento del rumore delle infrastrutture di trasporto.

Il risanamento acustico interessa diversi livelli di azione che vanno dalla scala regionale, con i piani triennali di bonifica acustica, fino alla scala locale, con i piani di risanamento comunali che recepiscono per le parti di propria competenza quelli delle aziende e delle infrastrutture di trasporto.

In Valle d'Aosta i criteri e le modalità di esecuzione dei piani di risanamento acustico sono stati emanati attraverso la LR 20/2009 e la DGR 2083/2012.

Il risanamento acustico rappresenta la fase successiva al Piano di Zonizzazione Acustica nel caso in cui, a seguito del monitoraggio dei livelli di rumore presenti in una determinata area, si verificano superamenti  dei valori limite previsti dalla normativa vigente.

Il Piano di risanamento acustico comunale è lo strumento con cui predisporre, coordinare e controllare tutte le azioni e gli interventi, facenti capo al Comune, di contenimento del rumore ambientale entro i limiti stabiliti dalla normativa vigente.

Generalità sul risanamento del rumore

L'esame delle diverse sorgenti di rumore può essere utile a fornire indicazioni sulla comprensione del fenomeno "rumore" presente sul territorio nonché per trovare le giuste modalità per combatterlo.

Il risanamento acustico può essere attuato secondo tre principali categorie di intervento:

  1. agendo direttamente sulle sorgenti di rumore (riducendo le emissioni alla fonte o migliorando, nel caso del traffico veicolare, le condizioni di mobilità all'interno di una certa area);
  2. agendo lungo la via di propagazione del rumore dalla sorgente al ricettore: allontanando il più possibile le aree residenziali dalle aree di maggiore emissione acustica o adottando sistemi di protezione passiva (barriere antirumore) per schermare gli edifici maggiormente esposti alle immissioni di rumore;
  3. adottando interventi passivi di riduzione del rumore direttamente sul ricettore.

Il risanamento del rumore prodotto dal traffico veicolare

La nostra regione è inserita in un contesto alpino che da sempre ha rappresentato una barriera naturale per la comunicazione e il commercio con gli altri stati dell’Europa.

Già dai tempi dei romani sono state costruite due importanti strade per superare le Alpi che rappresentano oggi le due strade statali che, attraverso il valico del  Gran San Bernardo verso la Svizzera e di quello del Piccolo San Bernardo verso la Francia, collegano l'area mediterranea all'Europa.

L'apertura negli anni sessanta dei due trafori (Gran San Bernardo e Monte Bianco) ha portato ad un notevole aumento del traffico commerciale transfrontaliero che ha avuto ripercussioni ed effetti negativi sull’ambiente e sulla qualità della vita delle popolazioni che abitano lungo questi grandi corridoi di transito.

A completamento dell'asse viario valdostano è stata costruita a partire dall’anno 1964 l’Autostrada Quincinetto–Aosta che si snoda lungo la valle principale del territorio valdostano, attraversando il corso del fiume Dora Baltea numerose volte e accompagnando i declivi naturali delle montagne circostanti.

L'autostrada, in concessione alla Società Autostrade Valdostane (S.A.V.), ha inizio alla progressiva Km 53+192 dell'A5 Torino-Aosta in corrispondenza dello svincolo di Quincinetto e raggiunge dopo circa 47 Km la barriera autostradale di Aosta.

Di qui l'itinerario si divide in due rami: uno che porta al Traforo del Monte Bianco ed al valico del Piccolo San Bernardo, l'altro al Traforo ed al valico del Gran San Bernardo.

Nel quadro della normativa sul risanamento acustico del rumore ambientale vigente in Italia, il D.M. 29/11/2000 stabilisce i criteri tecnici per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture (ferrovie, strade, aeroporti, ecc.), dei Piani degli interventi di Contenimento ed Abbattimento del Rumore (PCAR) prodotto nell’esercizio delle infrastrutture stesse.

Il decreto individua fasi e tempi di lavoro per la predisposizione dei Piani e per il raggiungimento degli obiettivi pianificati e, all’art. 5, comma 3, stabilisce che gli interventi di risanamento devono essere effettuati, in ordine di priorità, direttamente sulla sorgente rumorosa, lungo la via di propagazione del rumore dalla sorgente al ricettore e direttamente sul ricettore.

Particolare attenzione è posta dalla normativa al risanamento acustico delle strade.

L’attuazione dei risanamenti dal rumore determinato dall’esercizio delle infrastrutture di trasporto è giunta alla fase di predisposizione degli interventi di mitigazione.  Il quadro fino ad ora raccolto sullo stato di avanzamento delle opere di risanamento lungo le infrastrutture di trasporto stradale evidenzia un chiaro ritardo delle azioni di risanamento delle infrastrutture in gestione ad enti pubblici (ANAS, regioni, province, comuni).                    

Al contrario è da sottolineare l’impegno dei gestori di infrastrutture autostradali che ha portato alla realizzazione dei primi interventi di risanamento e alla progressiva progettazione di quelli ancora da realizzare.