La direttiva 2000/60/CE o direttiva quadro sulle acque, recepita a livello nazionale dal  decreto legislativo 29 aprile 2006, n. 152, ha introdotto un approccio innovativo alla valutazione dello stato di qualità dei corpi idrici superficiali, ponendo al centro dell’attenzione le comunità biologiche dell’ecosistema fiume: dai produttori primari, quali alghe e flora acquatica, ai consumatori primari e secondari, come macroinvertebrati bentonici e fauna ittica. Per la prima volta vengono presi in considerazione gli aspetti idromorfologici che, unitamente agli elementi chimico-fisici sono considerati a supporto degli elementi biologici nella definizione dello stato ecologico.

Lo stato chimico, basato sul rispetto degli standard di qualità ambientali per le sostanze appartenenti all’elenco di priorità (tab. 1/A - DM 260/2010) e per gli altri inquinanti (tab. 1/B - DM 260/2010) completa la classificazione dei singoli corpi idrici.

Il monitoraggio dei corpi idrici superficiali, attivato secondo la normativa vigente e integrato nel Piano di Gestione del Bacino del Fiume Po, costituisce una delle attività principali di ARPA, oltre che punto di partenza per l’individuazione e la pianificazione delle azioni da intraprendere, a livello regionale, per il raggiungimento o il mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale.

Il fine ultimo della direttiva europea è quello di sviluppare una politica comunitaria integrata per la politica delle acque che consenta di tutelare la risorsa idrica sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

In quest’ottica ARPA fornisce supporto tecnico-scientifico all’Amministrazione Regionale, partecipando attivamente ai tavoli tecnici individuati per definire uno gestione, compatibile con la tutela ambientale, della produzione idroelettrica che costituisce una delle pressioni più significative sull’ecosistema fluviale a livello regionale.

La tematica, particolarmente sentita anche a livello europeo ha visto ARPA impegnata, come capofila, nel progetto INTERREG Spazio Alpino SHARE - Sustainable Hydropower in Alpine Rivers Ecosystems, riguardante la definizione di strumenti tecnico-scientifici, quali l’Analisi Multi Criterio (AMC), per consentire un utilizzo sostenibile della risorsa idroelettrica nei corsi d’acqua alpini. Al progetto, terminato a luglio 2012, hanno partecipato 12 partner provenienti da Italia, Francia, Austria, Germania e Slovenia.

Per una migliore conoscenza del territorio regionale, ARPA ha intrapreso, negli anni dal 2000 al 2003, un’intensa attività di censimento e catalogazione dei laghi valdostani che ha portato alla realizzazione di un database Access, consultabile sul sito web dell’agenzia, contenente informazioni relative a più di 1000 laghi.

Il riscontro di nuovi laghi, formatisi a seguito del progressivo ritirarsi dei ghiacciai, comporta una aggiornamento periodico del catasto che è diventato quindi un valido “indicatore” dei cambiamenti climatici in atto.