Il suono è una perturbazione meccanica che genera una variazione di pressione nel mezzo elastico in cui si propaga (gas, liquido, solido): l’orecchio umano può percepire questa variazioni di pressione.

Le due principali caratteristiche di un suono sono:

  • la sua intensità corrispondente fisicamente con l'ampiezza dell'onda di pressione: essa viene espressa attraverso il livello di pressione sonora (Lp);
  • la sua frequenza che esprime il numero delle variazioni di pressione in un secondo: essa è misurata in Hertz (Hz).

I suoni che l'orecchio umano è in grado di percepire sono quelli la cui frequenza si trova all'interno della cosiddetta banda udibile, caratterizzata da frequenze comprese tra 20 Hz e 16.000 Hz.

Dal punto di vista fisiologico, facendo riferimento all'impatto sul soggetto che lo subisce, un suono non desiderato e disturbante viene definito come rumore. Una persona può essere esposta da rumore prodotto da lei stessa e dal suo nucleo familiare nella sua abitazione, da altre persone in abitazioni vicine o da rumore che viene dal contesto esterno, dalle attività produttive, dalle infrastrutture, in una parola dall'ambiente.

Il rumore presenta una caratteristica particolare rispetto a molti altri fattori di pressione ambientale: esso è direttamente rilevabile dalle persone esposte, e il suo livello di interferenza con le situazioni e le pratiche della vita è valutabile, letteralmente, ad orecchio, in modo non certo meno raffinato della più evoluta strumentazione di misura. I soggetti disturbati manifestando secondo modalità più o meno formali il proprio disagio operano direttamente una forma di presidio delle fonti di rumore.

In questo senso si può dire che è sempre stato attivo un elemento di controllo delle condizioni di rumorosità ambientali, e di diretto riscontro degli effetti nocivi. Essi, ai livelli presenti in generale in ambiente di vita, comportano per lo più il disturbo, il fastidio, il degrado delle condizioni di confort di vita.

La sensibilità ai problemi di rumorosità ambientale va dunque di pari passo con le richieste di qualità della vita che una società esprime, in relazione allo stato generale di evoluzione economica, sociale e del costume.

La legge quadro sull'inquinamento acustico n. 447/1995 all’art. 2 definisce l'Inquinamento acustico come "l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi”. 

Il rumore esercita la sua azione negativa sull’ambiente, inteso come ambito in cui l’uomo vive e svolge le sue attività, causando elementi di fastidio ed interferendo con le legittime fruizioni degli ambienti stessi. Oggi rappresenta uno dei problemi ambientali più urgenti nelle aree urbane, soprattutto perché è causa del peggioramento della qualità della vita.