Il modo più semplice per monitorare la fenologia della vegetazione è l'osservazione in campo delle piante. Le osservazioni sono fatte per individuare la data in cui avvengono le principali fasi fenologiche, come quelle rappresentate nell'immmagine sotto: apertura della gemme, sviluppo delle foglie, ingiallimento autunnale e caduta delle foglie.

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E' con questo metodo che dal 2005, viene svolto il monitoraggio della fenologia nel lariceto di Torgnon (alcune immagini). La larghezza delle barre colorate nella figura sottostante, indica la durata delle differenti fasi fenologiche. Il periodo tra l'inizio dell'anno e l'inizio della primavera, in cui le piante sono prive di aghi, è indicato in marrone chiaro. In verde chiaro è rappresentato il periodo in cui avvengono l'apertura delle gemme e lo sviluppo degli aghi. L'inizio e la durata di questa fase dipendono dalla temperatura di Aprile, Maggio e Giugno. Anni caldi causano un anticipo ed un'accellerazione dello sviluppo primaverile mentre anni freddi causano uno sviluppo più tardivo. La durata del periodo in cui gli aghi sono al massimo dello sviluppo è indicata in verde scuro. L'arancione indica il periodo in cui avviene il cambiamento di colore autunnale che porterà alla caduta degli aghi. Questa fase dipende soprattutto dalle temperature di Agosto e Settembre: un autunno caldo causa un ritardo nella fine della stagione mentre un autunno freddo causa un anticipo. La seconda porzione in marrone chiaro indica il periodo fino alla fine dell'anno in cui gli alberi sono di nuovo senza aghi

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Le stesse informazioni contenute nel grafico a barre sono rappresentate nella figura sottostante espresse in termini di differenza (anomalia) rispetto alla media del periodo 2000-2010. Un punto al di sopra della linea grigia indica, nel caso dell'inizio della stagione, un inizio ritardato rispetto alla media degli ultimi 10 anni. Un punto al di sotto della linea grigia indica un inizio anticipato. Considerando la fine e la durata della stagione, punti al di sopra della linea grigia indicano rispettivamente, una fine posticipata e una lunghezza della stagione rispetto alla media, mentre punti al di sotto indicano una fine anticipata ed una lunghezza minore. Le anomalie sono determinate dalle condizioni climatiche: i punti colorati in rosso evidenziano l'effetto di temperature calde, mentre i punti in azzurro indicano l'effetto di condizioni fredde.

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La primavera è la stagione più sensibile alle variazioni di temperatura e quindi più vulnerabile agli effetti dei cambiamenti climatici. Le più grandi anomalie sono state osservate per l'inizio della stagione vegetativa piuttosto che per le fasi autunnali: negli ultimi dieci anni lo sviluppo primaverile è stato generalmente (7 anni su 10) anticipato rispetto alla media, con alcuni anni eccezionalmente precoci come il 2007 e il 2011, quando la stagione è iniziata rispettivamente 15 e 25 giorni prima. Nel 2014 sia la primavera che l'autunno sono stati anticipati di alcuni giorni a causa delle temperature calde di inizio primavera (Apr-Mag) e fredde di fine estate (Ago-Set) che sono mostrate nella figura sottostante

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Il grafico mostra l'anomalia settimanale della temperatura dell'aria durante il 2014. Le linee rosse indicano temperature più calde della media degli ultimi 10 anni; in rosso scuro sono rappresentate le settimane con temperature molto più calde della media (anomalia maggiore della deviazione standard, indicata dalla linea grigia tratteggiata, del periodo 2005-2014). Le linee azzure indicano settimane con temperature più fredde della media.

Le osservazioni a terra forniscono dati precisi e accurati ma hanno lo svantaggio di essere laboriose e potenzialmente influenzate dall'effetto dell'osservatore. Inoltre si adattano meglio al monitoraggio di specie arboree come il larice con fasi fenologiche molto evidenti. Per superare tali svantaggi e poter ampliare lo spettro di ecosistemi indagati, le osservazioni a terra sono accompagnate da metodi basati sull'utilizzo di camere digitali e sensori NDVI.