misuratore di campo elettr e magnetAlle basse frequenze si misurano sia il campo elettrico che quello magnetico (induzione) perché in prossimità di un elettrodotto si è sempre in quelle che, tecnicamente, sono definite condizioni di campo vicino. In tale situazione il rapporto tra campo elettrico e magnetico non è costante e definito ed il rispetto dei limiti dell’uno non implica il rispetto dei limiti dell’altro, come invece avviene in condizioni di campo lontano (a radiofrequenza), infatti la normativa nazionale di radioprotezione definisce dei valori di riferimento per entrambi. 

Il campo elettrico generato dagli elettrodotti è facilmente schermabile, di conseguenza ha senso valutarlo all'aperto ma non all’interno degli edifici, il cui valore risulterebbe inferiore alla sensibilità strumentale. Al contrario, il campo magnetico è difficilmente schermabile e penetra attraverso le pareti degli edifici causando una potenziale esposizione della popolazione anche all’interno.

(la mappa dei rilievi è visibile a questo link).

 

Protocollo base per misure di campo elettrico

Le misure vengono effettuate in diversi punti nell’area all’aperto da monitorare, seguendo una griglia spaziale definita in base alla forma dell’area e a chiari punti di riferimento, in modo da poter ripetere le misure negli stessi punti in qualunque altro momento fosse necessario, e lo strumento viene posto ad un’altezza dal piano di calpestio di 1.5 m.

ruota tarata

Protocollo base per misure di campo magnetico

misurazione quote opportuneIn esterno, essendo le aree accessibili di dimensioni generalmente ampie e di forma irregolare, i punti di misura sono scelti volta per volta, anche in riferimento alle intensità rilevate, oppure si utilizza un sistema in cui si associa il misuratore di campo ad una ruota tarata in modo da acquisire i valori di campo magnetico in funzione del percorso seguito.
All’interno degli edifici, invece, se le dimensioni del locale sono limitate viene effettuata una misura puntuale nel centro stanza e una misura nei quattro angoli in ogni locale in cui vi sia accesso e permanenza di persone superiore alle 4 ore. In locali di dimensioni molto elevate o di forma non regolare le misure si eseguono nei punti ritenuti significativi per la descrizione spaziale dell’andamento del campo magnetico nel locale stesso.
In entrambi i casi, misure in esterno ed in interno, i rilievi vengono generalmente eseguiti ad un’altezza dal piano di calpestio compresa tra 1 e 1.5 m. In tutti quei locali o quelle aree in cui, per la particolare destinazione d’uso, vi fossero zone in cui vi è presenza prolungata di persone ad altezze inferiori o superiori all’intervallo 1-1.5 m le misure si effettuano anche alle quote opportune. La scelta di quote differenti di misura avviene anche quando sono le sorgenti a trovarsi ad altezze particolari rispetto agli edifici (più in basso, a fianco, ecc.). Nelle misure interne agli edifici oltre alle misure istantanee, nel punto in cui tali misure rilevano il valore più alto, viene anche predisposto uno strumento che misuri il campo magnetico in continuo, con un intervallo non inferiore a 1 minuto tra un rilievo e quello successivo. Il tempo per cui si lascia tale strumento a rilevare                                                                          deve essere non inferiore a 24 ore consecutive.

 I metodi sono descritti nelle seguenti norme tecniche:
• Norma CEI 211-6: “Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettrici e magnetici nell’intervallo di frequenza 0 Hz – 10 kHz, con riferimento all’esposizione umana” e successive appendici.
• Norma tecnica CEI EN 62110: "Livelli di campo elettrico e magnetico generati da sistemi di potenza in c. a. - Procedure di misura con riferimento all'esposizione umana."
• Decreto del 29 maggio 2008 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: “Approvazione delle procedure di misura e valutazione dell’induzione magnetica”.

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